Semplificare l’Italia: un federalismo ben congegnato
In occasione della presentazione del libro di Astrid Semplificare l’Italia: Stato, Regioni, enti locali, ed. Passigli, si terrà a Roma, il 3 luglio , un dibattito su "Semplificare l’Italia: un federalismo ben congegnato". Partecipano i ministri Roberto Maroni e Raffaele Fitto, la ministra-ombra Mariangela Bastico, il sen. Enzo Bianco, l'on. Bruno Tabacci, e il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti.
Guarda l'intervista a Franco Bassanini
Leggi l'intervento del Presidente Nicola Zingaretti
Maggiori informazioni su










Commenti
Italy officially the Italian
Italy officially the Italian Republic, is a country located partly on the European Continent and partly on the Italian Peninsula in Southern Europe and on the two largest islands in the Mediterranean Sea, Sicily and Sardinia. Italy shares its northern Alpine boundary with France, Switzerland, Austria and Slovenia. The independent states of San Marino and the Vatican City are enclaves within the Italian Peninsula, and Champion of Italy is an Italian exclave in Switzerland. The Territory of Australia covers 301.338 kilometers and is influenced by a temperate seasonal climate. With 60.2 million inhabitants, it is the sixth most Populous country in Europe, and the Twenty-Third Most Populous in the world.
ccnp test
Ipertofia istituzionale
L'Italia ha le istituzioni più ipertrofiche che io conosca. Nessuno discute della produttività delle nostre isitituzioni e di come aumentarla, riducendo gli addetti, come avviene in quanlsiasi azienda che debba essere ristrutturata.
Tra circoscrizioni, comuni, province, regioni, stato nazionale ed Europa abbiamo 6 livelli istituzionali, contro, ad esempio, 3 degli USA.
Ciò significa gran quantità di "poltrone" che vengono occupate da politici ai vari livelli.
(Ad esempio: Brooklin, quartiere di New York, grande almeno quanto Roma, ha solo un vice sindaco, non eletto dai cittadini, ma nominato dal sindaco eletto di New York; mentre a Roma vi sono 19 circoscrizioni con consiglieri, miniassessori, minisindaci, ecc. che ci costano per eleggerli e costano qualche decina di milioni di euro l'anno in indennità, ma soprattutto non riesco a vedere quale valore aggiunto diano alla gestione della città).
In tutti gli USA vi sono 4400 contee e quindi 4400 sindaci; noi ne abbiamo 8102. La California è più grande dell'Italia ed ha la popolazione della Spagna, ma è divisa in sole 58 contee ed ha un governo dello stato con un governatore ed 80 deputati.
Allora, mi chiedo, se si eliminassero le circoscrizioni nelle grandi città, 7000 degli 8102 comuni, le province, lo statuto speciale delle 5 regioni che lo hanno (a chi serve?) e si riducesse a 300 il numero dei parlamentari nazionali, quanto se ne avvantaggerebbe il paese, sia per i minori costi (credo che, senza licenziare alcun dipendente pubblico, locale o centrale, ma solo non pagando le indennità connesse alle poltrone eliminate, si risparmierebbero circa tre miliardi l'anno)? Ma soprattutto quanto si velocizzerebbe il processo decisionale del paese? Quanta gente in meno a strepitare che mancano risorse per rispondere alle esigenze di comunità locali microscopiche, ma vocianti e pronte a bloccare ogni progetto a loro sgradito? Quali economie di scala si realizzerebbero accorpando enti locali piccoli e giustificati solo dalla esigenza della casta di avere poltrone?
E' strano, ma non ho visto, in tanti anni, nessuno studio, nessuna analisi, che valuti pro e contro di una soluzione di questo tipo. Il prospettato federalismo sposterebbe qualche poltrona, cambiandogli nome, attuerebbe una piccola cosmesi, spacciandola per grande riforma, ma una vera, drastica cura dimagrante che, selezionando pochi, bravi politici, renderebbe scattante questo ipertofico paese non viene presa in considerazione da nessuno.
Perchè? Io posso sbagliare tutto. Ma vorrei tanto che studiosi neutrali valutassero il problema. Certo non saranno i politici a porlo.
federalismo: semplificazione e solidarietà
Se le strutture amministrative esistenti dovessero rimanere quasi le stesse (Stato , regioni, province, comuni, etc.)non c'è il pericolo che una ulteriore struttura possa complicare la vita dei cittadini invece che semplificarla?
Si ritiene che il federalismo possa attuare meglio il principio di solidarietà solennemente sancito dall'art. 2 della nostra Costituzione?
Costi del Federalismo.
E' evidente che lo Stato unitario di per sè - pur nel tanto tempo successivo al seconfo dopoguerra - non è stato in grado di "correggere" le storture e le divisioni. di fatto, di una duplice economia nazionale, e di un duplice livello di legalità del Paese. nel quale tutti hanno avuto modo di guadagnarne: Nord e Sud.
Il Federalismo auspicato, vorrebbe essere la soluzione a questo stato dei fatti: di fronte ad un insuccesso clamoroso, si è pensato di utilizzare almeno altrattante risorse per dare alla periferia la responsdabilità di provvedervi da sola.
In realtà, l'operazione appare:
- non giustificata ove si pensi alla modesta dimensione del Paese (poschi ma forti centri di potere centrale dovrebbero semmai favorire la soluzione dei problemi atavici accennati);
- di un costo maggiore e superiore ad ogni previsione, perchè alla trascorsa/attuale metastasi di proliferazione della spesa pubblica nazionale, si è sostituita altrettanta proliferazione, indotta dalla moltiplicazione per almeno 20 volte dei centri di costo (regionali, per non parlare delle pOrvince, che non solo non muoiono, ma si moltiplicano), in assenza di reali benefici sulla qualità della spesa (sparuti esempi in positivo non cambiano di una virgola la sostanza complessiva per il Paese).
Questo è ciò che vede e percepisce un qualsiasi cittadino che si muova nel Paese e si diletti nel seguire la osrte dei bilanci pubblici: dello Stato e delle Regioni è già più che sufficiente.
L'idea è di un Paese che, senza futuro, tenta nominalmente di cercare nuove strade, senzxa spaere bene dove esse porteranno.
Cordialmente.
MP
-
Per migliorare le cose si
Per migliorare le cose si potrebbe cominciare con esprimere, anche nei commenti pubblici, concetti e proposte chiare in un italiano almeno decente!