Fannulloni si diventa?
Milano, 8 ottobre 2009
h. 9.30 - Università Bocconi
Aula Magna, via Roentgen, 1
C’è un potenziale enorme all’interno delle amministrazioni pubbliche ed il più grande spreco è vederlo, a volte, così male utilizzato.
In fondo servono poche cose per cambiare il settore pubblico, tutte difficili.
Servono politici illuminati, manager capaci e dipendenti desiderosi di riscatto.
Serve, soprattutto, un grande progetto per la burocrazia malata, capace di risvegliare l’orgoglio e la motivazione dei dipendenti pubblici, quelli bravi e meritevoli.
Il convegno dal titolo "Fannulloni si diventa?", organizzato dalla Scuola di Direzione Aziendale - SDA Bocconi, si inserisce nell’ambito del dibattito in corso sulla “riforma Brunetta” presentando una proposta per la modernizzazione del settore pubblico fondata sulla responsabilizzazione delle amministrazioni, sui valori e le qualità che le stesse possono esprimere.
Maggiori informazioni, programma e scheda di partecipazione nella pagina dedicata su www.sdabocconi.it











Commenti
basta solo la raccomandazione giusta
E' colpa di un sistema che non riesce a superare l'antico meccanismo della raccomandazione per poter vincere un concorso pubblico da dirigente, in qualsiasi realtà della PA. Molto spesso occorre addirittura esser genero, nipote, figlio, figlio di amici di vecchia data...insomma conoscere l'onnipotente politico che ti inserisce nell'ambiente o meglio imposta un concorso ad hoc, per sistemare qualcuno.
L'Italia non conosce altre alternative, non apprezza i meriti, non giudica per il valore delle capacità, nè per le effettive competenze. Bisognerebbe azzerare tutto. Ed è impossibile, azzerare la classe politica e dirigente, abbiamo bisogno di forze capaci di reinterpretare il lavoro pubblico come risorsa per lo sviluppo e l'innovazione del nostro paese in tutti i settori. Occorre un sistema per il monitoraggio delle attività e le competenze, un banca dati da cui attingere le risorse giuste ed allocarle dove occorrono, per l'ottimizzazione di risorse correnti che inesorabilmente a rinsecchire le casse dello Stato senza riscontro di un risultato economico vincente e in attivo.
convegno su fannulloni PA
La questione é reale e non si risolve con proclami di sorta. La "percezione dell'iniquità", tra l'altro, produce una involuzione lavorativa del dipendente. E poi: basta concorsi per dirigenti. Ad oggi ogni avanzamento di "carriera" avviene attraverso concorso pubblico il cui esito é a mio avviso deleterio. Il management va assunto a termine, per colloquio. Una commissione esterna con psicologo del lavoro che stabilisca le effettive attitudini di chi avrà la "guida" del team.Non ci interessa il tipo di laurea o l'anzianità di servizio.
L'amministrazione pubblica
L'amministrazione pubblica italiana, i direttori generali, i dirigenti si ergono su una torre di babele, non fanno partecipare i dipendenti subordinati alle riunioni, non pensano alla loro formazione e tanto meno pensano ad organizzare gli uffici quello che interessa loro è pensare alle proprie poltrone, attraverso il grado nascondono le loro inettitudini si ingegnano solo per mettere in cattiva luce il personale. Io il 19 febbraio 2010 compirò 20 anni di a.p. quando sono entrata avevo entusiasmo, volevo lavorare ma l'a. ti sfrutta solo un po' poi quando deve entrare qualche figlia dell'a.p. ti butta via come se fossi una scarpa vecchia questi spesso non sono uffici pubblici, Vi ringrazio per avermi dato l'oppotunità di sfogarmi e Vi auguro una buona giornata!
Concorsi per dirigenti
... e infatti la legge delega n. 15/2009 introduce esattamente la modalità concorsuale (guarda caso) per il passaggio dalla seconda alla prima fascia della dirigenza. Come dire: siccome la normativa in vigore per il passaggio alla prima fascia (aver svolto per almeno cinque anni le funzioni di dirigente di prima fascia, e non c'è altro modo!) non consente di promuovere tutti gli inetti che si vorrebbe, ecco che si introduce la modalità concorsuale per singola amministrazione. Per ora nella legge delega è previsto che i concorsi riguardino solo il 50% dei posti che si rendono disponibili per cessazione dal servizio di chi li ricopre, ma non ci vorrà molto per rimuovere anche questo limite, e consentire a chiunque abbia sufficienti "meriti" (con le virgolette) di accedere alla prima fascia.
E' uno scandalo senza fine!
La risposta al tema del convegno é: sì, quasi sempre
Vorrei proporre qualche riflessione sul tema, sperando che venga preso in considerazione nel dibattito.
Il panorama del "fannullonismo" si riassume in pochi dati, forniti da ISTAT e ISPESL:
- secondo ISTAT i fannulloni "per scelta" ammontano al 1% dei dipendenti della P.A. (quindi circa 35.000);
- secondo uno studio ISPESL i "mobbizzati" nella P.A. (cioè coloro che vengono prima di tutto privati del tutto del lavoro, o adibiti a mansioni di gran lunga inferiori alle loro qualifiche, eppoi fatti oggetto di angherie di ogni specie) sono circa il 30% (quindi più di UN MILIONE).
Questa ultima è la gran massa dei "fannulloni per forza", lasciati a far nulla o quasi per le ragioni più disparate: vuoi perché sono bravi ed efficienti, o pretendono di rispettare le leggi, quindi danno fastidio al dirigente; vuoi perché il dirigente li ha in antipatia; vuoi perché pretendono che i loro diritti vengano rispettati; ecc.
Dunque, si può concludere che di coloro che non lavorano, o lavorano molto meno di quanto potrebbero, meno del 5% lo fa per scelta, mentre più del 95% E' COSTRETTO A NON LAVORARE (i "fannulloni per forza"). Uno di questi è (meglio: è stato) il sottoscritto, dipendente di II livello (il secondo dall'alto) dell'Agenzia Spaziale Italiana ASI, lasciato senza alcuna attività dal 2002 a tutto il 2006, come riconosciuto con sentenza del Tribunale del Lavoro di Roma (se interessa, posso fornire gli estremi).
In parallelo, la dirigenza nella P.A. è di nomina politica o "parapolitica" (nel senso che gli incarichi vengono attribuiti direttamente da organo politico, o su istanza (meglio: "pressione") di qualche politico, o di personaggi "che contano"). E siccome purtroppo nel panorama pubblico italiano, a tutti i livelli, e quasi sempre, ciò che conta è la "fedeltà" non all'interesse pubblico, come sarebbe fisiologico, ma a chi bisogna "ringraziare" per aver ottenuto il posto, e alle sue convenienze, ecco che, per la gran parte, la P.A. è in mano a dirigenti fidelizzati e fedelissimi, ma o incapaci o comunque disposti a tutto pur di mantenere la prebenda. Da qui clientele, corruzione, ecc., e una pletora di "fannulloni per forza", fra i quali tutti coloro che si oppongono, o vorrebbero opporsi, all'andazzo imperante, ma non hanno alcuna possibilità di incidere.
Personalmente, avendo per due decenni cercato di lavorare rispettando le leggi e l'interesse pubblico, e denunciando sistematicamente ogni genere di illegalità (in particolare riguardo al governo del personale), ho ottenuto ... di essere emarginato completamente per anni, come dicevo poco sopra, mentre si sta facendo di tutto (non è detto che ci si riesca, ma i tentativi sono in atto da parte di alcuni organi di vertice) per attribuire un incarico dirigenziale generale (con retribuzione superiore, e pensione conseguente, ai 200.000 € annui!) al dirigente (di seconda fascia) responsabile di quel governo del personale, che ha gestito senza alcuna trasparenza, e talora con comportamenti discriminatori e intimidatori (l'imparzialità qui è una chimera).
E Brunetta in tutto questo che fa? Toglie soldi ai malati veri (e non i dieci - dodici € al giorno che dice lui, ma si arriva anche a 30 - 35) costringendoli molto spesso a prendere ferie anziché malattia, non potendosi permettere quelle ritenute, violando così un preciso diritto del lavoratore di prendere ferie quando è in salute. Ma OVVIAMENTE (date le premesse) si guarda bene dal prendere alcun provvedimento sulla dirigenza, posto che per ogni fannullone c'è evidentemente un dirigente più fannullone (o semplicemente infedele) di lui. Ma altrettanto evidentemente gli va bene così!
E' poi del tutto ovvio, nell'ottica descritta, che la legge 15/2009 di delega al Governo per la riforma della P.A. preveda maggiori poteri sanzionatori in capo ai dirigenti nei confronti dei dipendenti, i quali, rispondendo per "colpa semplice" potranno così essere sottoposti a qualsiasi ricatto da parte dei dirigenti le cui responsabilità nell'adozione dei provvedimenti disciplinari vengono limitate soltanto al dolo e alla "colpa grave".
Vorrei per finire tornare un attimo al caso dell'ASI per spiegare il crollo del 75% delle assenze per malattia registrato nell'ottobre 2008 rispetto a un anno prima, dato per il quale i suoi dipendenti furono additati dalla stampa al pubblico ludibrio. Il fatto è che i due fannulloni malati di cancro che rimasero in malattia per tutto il mese di ottobre 2007 (assommando da soli il 80% circa delle assenze per malattia di quel mese) smisero poi di fare i fannulloni, uno perché è morto, l'altro no per fortuna, e dopo sei mesi è tornato in ufficio, trascorrendo il mese di ottobre 2008 alla sua scrivania. Ecco le statistiche alla Brunetta!
Un grazie per l'attenzione.
complimenti per il tuo coraggio
Non è facile tirar fuori quello che si pensa davvero, davanti ai colleghi e ai dirigenti. Ci vuole coraggio a rispettare le leggi ed a rappresentare al meglio lo stato, poichè la maggior parte dei dipendenti pur di far carriera fa qualsiasi cosa. Proprio se rispetti la tua posizione di rappresentanza sei considerato un diverso, perciò da emarginare. La tua è un'esperienza che vivo anche io ogni giorno da tantissimo tempo. Ricordo ancora che i primi mesi piangevo, ero abituata a lavorare nel privato dove il rispetto era l'etica morale adottata da tutti.Datore di lavoro compreso. Un collega mi chiuse in ascensore senza darmi la possibilità di uscita perchè mi bloccava ad ogni piano. Al dirigente "donna" riferì che probabilemte soffrivo di claustrofobia e così lei gli credette ed io passai per visionaria. Non ho mai smesso di augurare alla figlia il peggio! Quell'episodio ha segnato il mio percorso e la mia vita professionale.Oggi ho raggiunto altri obiettivi e non smetto mai di lottare per far emergere la trasparenza e la correttezza.
Grazie!
Sia pure a distanza di tempo, e non sapendo se leggerai questo commento, ti ringrazio molto per la tua replica. Il fatto è che dopo qualche giorno mi stancai di leggere il forum e lasciai perdere: ci torno oggi per caso e trovo codesta tua, davvero molto gradita. Sono convinto che alla fine nella PA ci sia più gente come te e me di quel che si percepisca (se così non fosse, il tema del mobbing, con tanto di comitati paritetici, non sarebbe così di attualità), ma non ha alcuna possibilità di incidere in alcun modo. Il che naturalmente non vuol dire che queste battaglie non debbano essere combattute, ma sapendo che se a volte si riesce a ottenere qualche vittoria sul piano personale, ben più difficile, per usare un eufemismo, è incidere su livelli più ampi e generali. Per inciso, quel dirigente di cui dicevo ha ottenuto il suo bravo incarico di funzioni dirigenziali di prima fascia! C'era solo un errore da parte mia riguardo allo stipendio: non è superiore ai 200.000 €, ma dovrebbe attestarsi (non ho il dato preciso, anche perché sul sito dell'ASI continua ad essere pubblicato il suo vecchio stipendio di II fascia di quasi 120.000 €) intorno ai 150.000 - 170.000 "soltanto".
Quanto ... all'ascensore, beh, devo dirti che se fosse capitata a me una cosa simile, avrei immediatamente sporto denuncia per sequestro di persona (altro che dirigente che dà retta alle fandonie altrui), visto che se si sporge denuncia per un certo fatto, si è anche chiamati a testimoniare su quel fatto, mentre il denunciato no, essendo imputato.
Comunque, complimenti anche a te per la storia successiva.
Un saluto.
Paolo Emilio
direi sempre a meno che...
il problema nella pubblica amminisrazione è la non identità del pubblico ufficio.
quel che voglio dire è che basterebbe molto poco .
il grosso problema è che si fa un uso quasi personale del proprio posto di lavoro,questo rende vana qualsiasi velleità a voler migliorare le cose.
il punto ed anche il suggerimento risiede nel fatto che tutti, dirigenti e non, dovrebbero cambiare sede ed anche tipo di lavoro.
intendo che con una rotazione di organico e di mansioni tutti si renderebbero conto di come è veramente il lavoro ed avrebbero una migliore visione delle difficoltà per ogni ufficio.
Per esempio nella nostra università non esiste ancora una graduatoria di mobilità interna, ogni lavoratore che ne fa richiesta non viene inserito in nessun meccanismo di ricambio anzi a seconda delle esigenze non di organico ma di convenienza viene spostato anche in settori dove l'esubero è evidente, lasciando magari scoperti settori dove sono sottoorganico.
tutto aviene nella consapevolezza di questo e tutto si svolge a seconda non delle esigenze di ufficio, ma a seconda del tornaconto che se ne può ricavare facendo un favore a quel preside o a quel dirigente, favore che poi sicuramente tornerà indietro.
Se vogliamo continuare a prenderci in giro va bene ma siamone consapevoli.
mi chiedo c'è veramente la voglia di riformare di cambiare?
mi viene il sospetto che fino ad ora le uniche misure che hanno riguardato la P:A: sono state tagli o comunque restrizioni economiche e non la tanto decantata innovazione.
innovare significa apportare nuove strategie e non stravolgere e sottrarre.
io che ho una profonda fede nell'essere umano vorrei veramente che le cose cambiassero dove è possibile ma non con inutili dibattiti o seminari ,questo forum per esempio mi consente di esprimere quelle che sono le mie perplessità ma anche i miei suggerimenti.
formiamo un gruppo se volete dove chi è sul campo possa liberamente esprimersi .
solo ascoltando i lavoratori si possono capire i problemi che realmente afliggono la nostra università.
diamo voce a chi non la ha.
sono a vostra disposizione.
saluti a tutti miriam
è possibile che fannulloni si diventi
Ho sempre sostenuto, anche pubblicamente, che all'interno della P.A. ci sono le migliori professionalità del Paese.
Questa affermazione è suffragata da fatti concreti e vissuti nell'arco di lunghi decenni nell'amministrazione pubblica, in buona parte come responsabile.
Risulta comprensibile se si considera che il dipendente pubblico quanto più sale nel livello di responsabilità tanto più è "costretto" a confronarsi con problemi complessi ed approcci sistemici che non possono, in generale, appartenere al privato, per sua stessa natura di operatore specializzato in un determinato settore.
Il pubblico non può competere con il privato in quanto a soluzione di problemi particolari e specialistici, ma la visione complessiva è, dovrebbe essere, del pubblico.
In alcuni casi questo avviene, ma il livello istituzionale non è in grado di capirlo (comunemente viene detto "non convenire alla politica")
Purtroppo il titolo del convegno coglie perfettamente il problema. Servono poche cose, tutte difficili, forse impossibili...alle attuali condizioni "culturali".
I problemi principali, a mio avviso e non solo, si trovano al vertice, ossia nel livello istituzionale.
Il termine "fannullone" indica molto poco, bisogna chiedersi, piuttosto, a cosa serve la P.A. nelle condizioni in cui si trova costretta ad operare