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Otto azioni contro lo spread digitale

Venerdì e sabato passati si è svolta a Roma, presso l’Università Roma Tre, la prima tappa degli “Stati generali dell’Innovazione”: un’associazione/movimento nata per iniziativa di molte associazioni, movimenti, aziende e cittadini convinti che le migliori opportunità di crescita per il nostro Paese sono offerte dalla creatività dei giovani, dal riconoscimento del merito, dall’abbattimento del digital divide, dal rinnovamento dello Stato attraverso l’Open Government. FORUM PA è tra i promotori ed io ho aiutato a dirigere il traffico delle decine di interventi che si sono succeduti sul palco, intervallati da momenti di lavoro di gruppo. Il risultato è stato ricco e operativo: otto proposte, due per ciascuno dei grandi temi affrontati, da sottoporre ora al nuovo governo, ai governi locali, alle imprese, alle associazioni nell’ottica di un processo multi-stakeholder. Ecco il documento finale.

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Dieci proposte per innovare la pubblica amministrazione (in modo rapido e fattibile)

Nell’attuale tempesta cerchiamo di non perdere né la calma né la rotta, ma anche di essere sufficientemente realisti da porci obiettivi raggiungibili in breve tempo e con le risorse che abbiamo, altrimenti non sono obiettivi, ma sogni.  Un aiuto a questo esercizio ce lo dà il contributo in dieci punti di Mauro Bonaretti che vi propongo come editoriale, a cui segue una mia breve postfazione. Questo ideale programma si pone nella linea della concretezza dell’innovazione che il contest “La tua idea per una PA migliore” ha inaugurato con le sue 185 idee, per la maggior parte concrete e “cantierabili” già pervenute.

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OPEN GOVERNMENT: La strada obbligata per la PA del FUTURO. Ecco il tema di FORUM PA 2012.

Come ogni anno a ottobre facciamo oggi il punto sullo stato dell’innovazione nella PA e nei sistemi territoriali e proponiamo alla vostra attenzione il tema che ci accompagnerà sino al prossimo FORUM PA 2012 (16-19 maggio).
Nello scegliere l’OPEN GOVERNMENT come tema per la prossima edizione, intendiamo coglierne sin da subito lo spirito e farci interpreti della filosofia che porta con sé chiedendo ai nostri lettori di controllarci, commentarci, correggerci, di agire in prima persona suggerendo emendamenti, casi di successo da porre all’attenzione pubblica, di arricchire la riflessione che da oggi ci accompagnerà fino a maggio con ogni tipo di contributo utile.
Sarà il nostro modo di valorizzare l’intelligenza collettiva che anima la nostra comunità.

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Dalla trasparenza globale al controllo globale? Il Garante-privacy invita a governare Internet e a gestire le nuove tecnologie

Innovare sì, ma governando i rischi con attenta consapevolezza: è questo in estrema sintesi il messaggio che viene dalla relazione annuale del garante dei dati personali, mai come quest’anno attenta all’evoluzione delle tecnologie e preoccupata di una certa inversione di tendenza nel pendolo della sensibilità collettiva. La riservatezza rischia infatti di essere percepita non più come un valore da difendere, ma come “una inaccettabile pretesa di limitare il diritto a conoscere e sapere”. Una relazione coraggiosa, che in buona parte condivido, che prende posizioni molto nette contro il rischio che un uso “leggero” del diritto di informare ed essere informati possa far sì “che ciascuno diventi allo stesso tempo il potenziale controllore ed il possibile controllato, il cacciatore e la preda”.

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Innovare l’innovazione: la lezione dei referendum

La parola innovazione solo sul nostro sito ricorre più o meno in tremila documenti, non parliamo neanche del numero delle occorrenze se la ricercate su Google. Mi pare utile quindi una riflessione per provare a precisarne meglio alcuni aspetti alla luce dei risultati dei referendum. Io credo sia nella nuova attenzione a quella che in un articolo di qualche tempo fa ho chiamato “innovazione empatica”. Stiamo parlando di cose come la capacità di fare rete, la consistenza e la qualità dei beni relazionali del Paese, la coesione sociale e con essa la capacità delle comunità di reagire alla crisi in forme non competitive, ma collaborative e solidaristiche.

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L'impatto di Internet sulla nostra vita e sulla nostra economia: il rapporto di McKinsey all'e-G8 di Sarkozy.

“Due miliardi di persone sono collegati a Internet. Circa ottomila miliardi di dollari si scambiano ogni anno via e-commerce. In tutti i mercati sviluppati quasi due terzi del business coinvolge Internet e un terzo delle piccole e medie imprese usa intensivamente la rete…” Così comincia il rapporto che la McKinsey ha presentato la settimana scorsa in occasione del primo e-G8: un G8 dedicato proprio alla rete delle reti. Ho letto tutto il rapporto e ve ne parlo perché ancora troppo spesso vedo i nostri decisori giudicare quella di Internet come una moda passeggera, una roba da ragazzini di Facebook o di patiti delle tecnologie.

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Cloud per la PA: quattro domande sulla “nuvola”.

Durante il prossimo FORUM PA 2011 si svolgerà “CloudPA – 1^ Conferenza nazionale del Cloud Computing per la PA”. Sarà un’occasione congressuale ed espositiva per fare il punto sulla “strategia della nuvola” e per verificare insieme se e perché questa rivoluzione tecnologica è un’opportunità per l’amministrazione pubblica. Di nuovo quindi affermiamo con forza che la crisi è il momento delle svolte, delle innovazioni radicali di processo e di prodotto, del coraggio di innovare. Già hanno aderito le maggiori società ICT che operano in Italia e uno spazio particolare sarà dato alla nostra community dei responsabili dell’informatica pubblica. Nei prossimi giorni vi daremo i dettagli, ma già da oggi vorrei chiarire a voi e a me stesso qualche “fondamentale” del cloud computing. Forse voi sapete già tutto, ma visto che io invece ero abbastanza ignorante mi sono posto delle domande e ho cercato delle risposte nella nostra enciclopedia di SaperiPA.

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Capitolo 2. Il cittadino al centro

In termini programmatici è difficile trovare qualche amministratore pubblico che non metta al centro del proprio operato i cittadini a cui si dovrebbe riferire. In termini pratici, lo scollamento tra azione pubblica e popolazione amministrata è sempre più ampio. Anche la "speranza tecnologica" sembra tradita. Negli ultimi venti anni, infatti, in modo ricorrente, ci siamo appellati al presunto potere taumaturgico delle nuove tecnologie confondendo il fine con il mezzo, pensando che l'innovazione potesse essere relegata agli uffici dei sistemi informativi piuttosto che promossa e sostenuta dalle giunte politiche e dai decisori pubblici. E i risultati sono quelli che tutti possiamo vedere: la tecnologia, in Italia, non ha avvicinato in modo sostanziale i cittadini ai loro governanti, non ha sviluppato una nuova dimensione di cittadinanza (quella digitale), non ha arricchito le dinamiche della convivenza civile.

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Capitolo 1. Fare rete! - Lo scenario di FORUM PA 2011

Eccoci di nuovo a confrontarci sui temi da proporre alla riflessione comune nel prossimo FORUM PA del maggio 2011. Quest’anno la situazione nazionale e internazionale è particolarmente complessa e diventa sempre più urgente chiederci quale possano essere le strade per “acchiappare” una ripresa che sembra allontanarsi man mano che la rincorriamo. In questo contesto ci è sembrato impossibile cavarcela con qualche slogan o con un solo pensiero unificante: vi proponiamo, quindi, un percorso in più tappe intorno all’idea guida del “governare con la rete”. Questo primo articolo “aperto” si propone di delineare lo scenario e la nostra tesi interpretativa con i suoi valori e i suoi attori. Ad esso seguiranno altri quattro “capitoli”. Infine daremo a voi la parola con un sondaggio in cui vi chiederemo di indicare quelli che per voi sono i rischi, le opportunità, i punti di forza e di debolezza del “fare rete”. Il risultato di questo lavoro sarà, non solo il programma di FORUM PA 2011, ma anche un pensiero condiviso che possa aiutare l’amministrazione pubblica a “sbloccarsi” e a fare di più e meglio spendendo meno.  

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Cambiare la città? sì, ma qui

“Libertà è partecipazione” cantava una vecchia canzone-manifesto di Giorgio Gaber, ma dove l’appendiamo questa partecipazione? dove la facciamo uscire dai discorsi elettorali e la caliamo nella realtà? dove possiamo sentirla come un’opportunità e non una parola vuota? Dove se non a casa nostra, nei luoghi che ci sono cari, a cui teniamo, che abitiamo o che accolgono i nostri quotidiani percorsi? Questa considerazione è alla base dell’importante iniziativa di partecipazione che ha messo in piedi, con una forte spinta del sindaco Matteo Renzi, il Comune di Firenze con il titolo “I fiorentini cambiano la città”. Come sempre prima vi racconto brevemente di cosa si tratta e cosa ha già prodotto, poi qualche breve considerazione.

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