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Conservare il digitale: un confronto internazionale

Mario Durignon presenta il convegno internazionale, tenutosi ad Asolo il 29 settembre 2006, dal titolo “Conservare il digitale: un confronto internazionale” riportando sommariamente i temi e le questioni affrontate dai vari relatori intervenuti offrendo un panorama vasto in materia di conservazione dei dati e sull’utilizzo di tecnologie digitali nei vari settori.

L’azione Digital Preservation Europe in una rete di best practice

Secondo Maurizio Lunghi, riprendendo i concetti espressi precedentemente da Alfredo Ronchi, nonostante il digitale abbia un enorme potenziale di utilizzo, presenta tutt’oggi elevate limitazioni nella conservazione dei dati. Quando il mondo si è affacciato al digitale, si pensava che la tecnologia fosse in grado di conservare e mantenere tutto; in realtà, a parte i costi elevati di gestione, è d’obbligo tenere in considerazione le scadenze temporali del digitale.

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L’azione Digital Preservation Europe in una rete di best practice

Chiara Cirinnà presenta il progetto Digital Preservation Europe indicando gli obiettivi principali prefissati da questa rete di coordinamento internazionale: creare una piattaforma polifunzionale, stimolare la diffusione dei servizi per la conservazione dei contenuti digitali e aumentare la consapevolezza, le capacità e le risorse disponibili. Particolare importanza ricopre la formazione e la specializzazione nel settore della digital preservation (repository con materiale per corsi, sviluppo di programmi formativi ecc…).

La valutazione come strumento per garantire un PA per lo sviluppo

Giuseppe Pennella, nelle sue conclusioni, sottolinea come i soggetti che hanno a cuore la crescita debbano misurare a valutare in maniera precisa basandosi su elementi certi e inconfutabili. C’è bisogno di terzietà e di indipendenza perché ordinare le informazioni significa eliminare i condizionamenti cresciuti nel tempo: quando il dato è certo e condiviso le scelte irragionevoli sono più difficili. Forse è anche giusto ridurre i costi della politica e dell’Amministrazione ma il vero punto è garantire la tenuta della PA per lo sviluppo.

La seconda fase della Ricerca Giannini: strumenti e risorse

Maria Letizia D’Autilia parla del contributo dell’ISTAT alla seconda fase della Ricerca Giannini, illustrando gli strumenti e le risorse che l’Istituto può mettere a disposizione. Nel 1997 l’ISTAT, attraverso una commissione di studio, predispone un nuovo impianto per le statistiche strutturali sulla Pubblica Amministrazione.

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La tutela della riservatezza nel sistema bancario

Zoffoli si chiede cosa accadrebbe se informazioni di carattere personale, derivanti da normali gesti quotidiani, quali pagamenti con carta di credito, venissero utilizzate da qualcuno in modo illecito. Nel settore Bancario la tutela della riservatezza è una esigenza primaria, da cui scaturisce l’esigenza di una azione volta a formare in primo luogo una “cultura della privacy” negli operatori del settore.

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Programmi di decentramento e diffusione delle informazioni

La banca dati dell’Anagrafe tributaria, afferma Ricci, è oggi la banca dati dell’economia italiana. Il governo, consapevole dell’enorme quantità di informazioni, ha inserito nella legge finanziaria una serie di disposizioni che prevedono uno dei più grandi programmi di decentramento e di diffusione delle informazioni ad altri settori. Si è inoltre rafforzato il sistema di sicurezza, già esistente, inserendo sempre più sistemi rigorosi per accesso alle informazioni, segmentandole.

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L'Open Data Format: una soluzione per preservare nel tempo

Maria Grazia Filippini impronta il suo intervento sul concetto di “open” sottolineando quanto questa caratteristica sia importante e necessaria per preservare nel tempo dati e informazioni.Leggi tutto

Disponibilità e valorizzazione dei dati territoriali delle pubbliche amministrazioni

Elettra Cappadozzi ci parla delle risorse delle pubbliche amministrazioni relative ai dati territoriali.Leggi tutto

Il recepimento della Direttiva Europea sui dati pubblici

Lo scorso anno, afferma Roberto Benzi, con il decreto legislativo del 24 Gennaio 2006, è stata recepita la Direttiva Europea sui dati pubblici, la 2003/98, secondo la quale i dati in possesso delle amministrazioni pubbliche, escluse le informazioni ritenute sensibili, possono essere ceduti a privati dietro un compenso ritenuto ragionevole. Queste indicazioni non chiariscono tuttavia il modo né i termini in cui questa operazione di cessione, ovvero di utilizzo, delle informazioni, possa avvenire né come gli Stati si debbano organizzare in tal senso.