Cerca: Atti FORUM PA 2008, assistenza sanitaria

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Accesso ai farmaci innovativi e controllo della spesa a livello regionale

Che cos’è un farmaco innovativo? Quando si parla di innovazione in farmacoterapia si rischia sempre di associare al termine “innovazione” il significato di nuovo. In realtà non è propriamente così. Un farmaco può considerarsi innovativo quando offre al paziente dei benefici maggiori rispetto alle cure precedenti. L’accesso ai farmaci innovativi è però regolato da alcune variabili importanti: diritti del paziente, tetti di spesa, prontuari regionali e aziendali ecc…. Leggi tutto

Umanizzazione delle cure. Come mettere il paziente al centro del sistema.

Prendendo spunto dall’attività svolta all’interno dell’azienda ospedaliera “D. Cotugno” di Napoli e dai processi in atto per “umanizzare” la struttura stessa, Antonio Giordano, Direttore Generale dell’ospedale, indica la strada da seguire per realizzare nella sua totalità l’idea di presa in carico della persona.

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La cura, le cure e il calore umano

Il creatore del Commissario Montalbano parte da tre brevi episodi per parlarci di come il medico debba sì curare con l’esattezza della sua diagnosi ma anche e soprattutto con l’occhio che guarda il paziente e con la parola. Il medico infatti sceglie di diventare medico mentre il paziente non sceglie di essere ammalato e la presenza del corpo in sofferenza è qualche cosa di unico per ogni paziente. Proprio per questo - egli sostiene - il documento dall’Ospedale Cotugno di Napoli (L’ospedale ospitale) presentato in questo convegno si rivela straordinario.

Cure primarie: l’esperienza della Regione Emilia Romagna

I molteplici cambiamenti demografici e le continue trasformazioni dei processi assistenziali mettono in luce un’importante questione: chi gestisce e governa l’intero sistema delle cure primarie? Durante la conferenza nazionale sulle cure primarie di Bologna, anche sulla base del rapporto 2006 dell’OMS, emerse la reale necessità di trovare degli attori che potessero da un lato, guidare il sistema assistenziale, e dall’altro erogare i servizi. La giusta chiave di lettura è, quindi, una corretta integrazione istituzionale ai vari livelli di governo e una maggiore integrazione professionale.

Il ruolo dell’assistente sociale nel processo di integrazione socio-sanitaria

Quando si parla di integrazione socio-sanitaria è fondamentale non tralasciare l’attività svolta dagli assistenti sociali. Grazie al progetto “Casa della Salute” e alla istituzione dei distretti socio-sanitari, l’assistente sociale ha la possibilità di operare direttamente sul territorio, uscendo dai confini ospedalieri, interfacciandosi con il cittadini in maniera più diretta.

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Quando la cura è qualità

Come si coniugano cura e qualità nel contesto sanitario? È da qui che si parte. L’Azienda socio-sanitaria del Veneto ha costruito la possibilità di certificare, con il sistema ISO-9000, tutta l’azienda socio-sanitaria del territorio. Perché è stato scelto proprio questo sistema di qualità? Quali sono i vantaggi per il cittadino? E quali le prospettive future, nella logica del miglioramento?

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Le condizioni indispensabili per l’integrazione reale

Per parlare di integrazione – spiega Pier Natale Mengozzi – si deve individuare contemporaneamente ciò che va dato sul piano sanitario e ciò che va dato sul piano socio-assistenziale. Se si hanno i LEA ma non si hanno i LIVEAS non si ha l’integrazione. Bisogna quindi in primis cercare di capire quanto vorrebbe dire in termini economici un Fondo sociale nazionale e poi decidere quali sono i diritti sociali e quali quelli sanitari. Una volta stabiliti quali sono i diritti, per tutto ciò che non è diritto va fatta una grande campagna per la compartecipazione dei cittadini alla spesa sociale.

Le azioni e i paradigmi necessari per la costruzione dell’integrazione

Per FIASO l’integrazione deve essere il senso stesso dell’innovazione nelle aziende sanitarie per quanto riguarda la parte territoriale; fare integrazione – spiega Francesco Ripa di Meana – significa ripartire dal fatto che chi governa, chi gestisce e chi paga devono agire in un unico sistema e che l’ elemento di governo deve essere unico. A questo scopo è stato creato un Laboratorio che parte dalla definizione di che cosa è il servizio per poi misurarlo e misurarne l’impatto in termini di qualità e di quantità valutando anche i modi in cui fino ad esso si è proceduto all’integrazione.

Il punto di vista degli infermieri sul processo di integrazione socio-sanitaria.

Sono tre i concetti chiave su cui verte l’intervento di Marcello Bozzi: i bisogni di salute dei cittadini, l’assistenza primaria e la programmazione. Leggi tutto

Integrazione multidisciplinare: medici, infermieri e assistenti sociali insieme per sostenere la persona.

I Medici di medicina generale partecipano attivamente ai processi di integrazione a vari livelli: istituzionale, territoriale, interdisciplinare. Giacomo Milillo, però, pone l’attenzione su un processo necessario per il sostegno e la cura delle persone che vede coinvolte varie figure professionali: l’integrazione multidisciplinare. Secondo il Segretario Generale della FIMMG, il medico generale deve essere affiancato da altre due figure: l’infermiere e l’assistente sociale.

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