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Alle radici dell’accumulo del contenzioso civile

Anche per il processo penale, conferma Costantino, il problema non è legislativo, ma si basa su una contraddizione tra la realtà normativa e la realtà applicativa. Nella pratica, le cause sono tante: i luoghi dove è più frequente l’arretrato sono ad esempio quelli dove è maggiore il turn over dei magistrati. A volte anzi le energie dedicate alla comprensione dei testi normativi di fatto risultano sottratte alla effettiva gestione della giustizia.

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Proposte legislative per lo sveltimento dei processi

De Augustinis afferma  che la lunghezza dei processi civili è il problema principale del nostro Paese in quanto ogni nuova riforma genera necessariamente dei contenziosi, che se bloccati ne rendono impossibile l’applicazione. Due riforme sono – a parere del DAGL – le più urgenti ed essenziali: la riforma della legge Pinto e la predisposizione di strumenti per la riduzione delle cause previdenziali. Non in ultimo va affrontata la questione della semplificazione delle modalità di accesso alla giustizia attraverso lo sviluppo di sistemi e mezzi più omogenei.

Un approccio integrato al problema della durata dei processi

Il Dipartimento degli Affari Giuridici e Legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri è l’organo deputato a curare il contenzioso con la Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo riguardo all’eccessiva durata dei processi. Il Capo Dipartimento Zucchelli introduce i lavori sottolineando come alla patologia del fenomeno contribuiscano molte concause: da questioni organizzative ad altre strettamente giuridico/istituzionali. Di certo è da escludere, afferma Zucchelli, che una delle cause sia la scarsa produttività del corpo giudicante nella magistratura penale e civile.

Digitalizzazione, prescrizione e criteri di gestione dei processi

I ritardi di gestione del processo civile, dice Caliendo, sono una delle fonti di legittimazione dei contropoteri criminali e per questo bisogna intervenire urgentemente nel sistema. Non è sufficiente farlo solo con delle norme, ma con dei criteri di semplice gestione organizzativa, come quello di avere a inizio anno un programma di quanti e quali processi chiudere. L’implementazione del processo di digitalizzazione e un serio intervento sui termini di prescrizione sono gli strumenti principali per questa battaglia.

Il sistema degli indennizzi e dei ricorsi

Nicola Lettieri ha passato sei anni alla Corte dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo occupandosi dei riscorsi contro l’Italia di cittadini italiani che chiedevano indennizzi per l’eccessiva durata dei processi, ora in Corte di Cassazione si occupa dei ricorsi ex legge Pinto. Nel suo articolato intervento, Lettieri analizza il problema nelle sue varie sfaccettature indicando anche gli interessi che si coagulano intorno a processi che durano a lungo e che alla fine prevedono per questo un indennizzo.

Le cause della durata non ragionevole dei processi penali

I risultati delle indagini fattuali sulle cause della patologica lunghezza dei processi penali mostrano come essa non sia da addebitare a questioni legislative, ma a fattori empirici, organizzativi e culturali. I rimedi – dice Iuzzolino - non dovrebbero quindi essere legislativi, ma organizzativi.

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I pagamenti telematici per le spese di Giustizia

 Anna Candelieri illustra la particolare declinazione nell’ambito della Giustizia dei processi di pagamento elettronico così come stabilita dagli articoli del Decreto Ministeriale del 21 febbraio 2011. Il modello di pagamento è attivato dal debitore e può essere effettuato sia sul sito web del Ministero che nei diversi Punti di Accesso.

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Il Coinvolgimento del DDI per la giustizia digitale

 Renzo Turatto sottolinea come il coinvolgimento del DDI nel Piano sia diretto e partecipe, una scelta che parte dalla convinzione che le soluzioni in esso contenute ben si prestino a realizzare gli obbiettivi.

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La digitalizzazione degli atti

 Alessandra Clemente analizza gli strumenti che il Piano straordinario prevede di mettere a disposizione di tutti gli uffici giudiziari per affrontare il processo di digitalizzazione in quanto trasformazione del fascicolo cartaceo in fascicolo digitale. Gli approcci sono tre: l’acquisizione diretta, il sistema AUROR@ e il sistema SIDIP. Gli uffici potranno scegliere se andare su AUROR@ in quanto si sentono adeguati ad affrontare un cambiamento organizzativo a forte impatto, oppure potranno utilizzare SIDIP come strumento che consente di digitalizzare il fascicolo e creare un’alberatura.

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Il Progetto operativo

 Fabio Pistella presenta gli step operativi per l’applicazione del Piano straordinario in tutti gli uffici giudiziari: innanzitutto si è partiti dall’invio a tutti gli uffici di schede per l’identificazione dei fabbisogni, poi si procederà per sotto-obbiettivi: notifiche telematiche, pagamenti elettronici e gestione documentale. Tutto il progetto è improntato ai criteri di progressività, concretezza e flessibilità.