Chi legge quel che scrivo da vent’anni sa che dico sempre quel che penso e che ho raccontato con terzietà, a volte serena a volte arrabbiata, il bene ed il male di ormai quattordici governi. Mentre, quindi, mi accingo a conoscere con tenace speranza il quindicesimo Governo, mi sento libero di esprimere la mia perplessità di fronte al rischio di dover ricominciare ancora una volta daccapo e trovarmi di fronte all’ennesima riforma del secolo della PA, che fa tabula rasa di tutto quel che c’era prima. Non siamo all’anno zero e non possiamo permetterci di ricominciare da zero. Proviamo allora a fare un gioco e a indicare cinque cose da tenere, ma anche cinque cose da buttar giù dalla torre, nel processo di riforma di questi tre anni e mezzo. Comincio io…
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