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Dati.gov.it: nasce il portale italiano degli open data

La prima PA italiana a “liberare” i propri dati è stata la Regione Piemonte che, a partire dal 2010, li ha resi accessibili e riusabili dal sito dati.piemonte.it. Poi, nel febbraio scorso, è stata la volta del Comune di Udine, che ha pubblicato i dati di bilancio dell'Ente in formato open. Stessa cosa ha fatto il Comune di Faenza. La settimana scorsa la Regione Emilia-Romagna ha messo on line su dati.emilia-romagna.it una prima serie di dati aperti e, infine, ieri anche il Comune di Firenze ha fatto altrettanto. Queste importanti esperienze territoriali vengono ora riprese e valorizzate a livello nazionale: da oggi, infatti, è on line il portale italiano degli open data, www.dati.gov.it, che raccoglie i dati aperti del Ministero per la PA e l’Innovazione e di numerose amministrazioni centrali e territoriali.

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Una strategia per diffondere l'open data

Open data come misura per il rilancio dell’economia. Una ricerca realizzata dalla Scuola sant’Anna di Pisa propone sette linee di azione per impostare correttamente un “governo” dei dati aperti. Ne abbiamo discusso con Marco Fioretti, curatore della ricerca.

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Cloud Computing e Innovazione

 Michele Vianello illustra i vantaggi concreti che si avrebbero in Italia se si decidesse di promuovere una politica strutturata di sviluppo del Cloud Computing. Concentrandosi sulla relazione tra adozione del Cloud e rivoluzione nei modelli organizzativi, Vianello presenta il Laboratorio di sperimentazione di Cloud per le piccole e medie imprese organizzato dal Parco Scientifico e Tecnologico VEGA e ne propone l’utilizzo anche alle Pubbliche Amministrazioni.

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Il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale? Io l'ho letto.

 Il Consiglio dei Ministri scorso (quello del 28 gennaio a Reggio Calabria), assieme ai provvedimenti contro la mafia, ha anche dato l’avvio all’esame del nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) che deriva dall’esercizio della delega che il Governo aveva ricevuto con la legge 69/09. Ho letto la bozza che circola in rete e devo dire che si tratta di un lavoro serio ed impegnativo. Sarà necessario attendere certamente il testo definitivo ma alcune cose già si possono dire.

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La circolarità del patrimonio informativo della PA

Il concetto di” patrimonio informativo pubblico” apre uno spazio importante di innovazione nelle regole come nelle pratiche. Questo è il centro dell’intervento di Andrea Nicolini, che analizza opportunità e limitazioni alla circolarità del dato in campo normativo e tecnologico, individuando nel CAD il principale riferimento e in SPC uno strumento imprescindibile, sottolineando come i veri possessori del dato siano in ultima istanza cittadini e imprese.

150 + 150 in cerca della trasparenza

Agli amanti della segreta armonia dei numeri non sarà certo sfuggito che 150 era il numero della legge sulla comunicazione pubblica (correva l’anno 2000, era Ministro Franco Bassanini) e 150 è anche il numero del nuovo Decreto Legislativo di Brunetta. Ma per essere veramente trasparente, allora, la PA deve ancora fare un passaggio chiave...

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Il vento caldo del Nord Est

Si sono da poco conclusi due eventi in Veneto che ci hanno visto tra i promotori e dai quali sono scaturiti interessanti spunti sul tema dell'Amministrare 2.0 e per la costruzione del Manifesto. Fino a qualche mese fa, seguendo una logica basata sull'innovazione incrementale e sull'ottimizzazione dei processi avviati avrei detto che è necessario uno sforzo maggiore di coordinamento, per valorizzare le esperienze in corso, ma i nuovi approcci che si stanno imponendo nei confronti dei dati pubblici proposti in ambito internazionale ci impongono di riflettere se la strada fino ad oggi intrapresa sia quella giusta.

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Openparlamento.it: le tecnologie aprono nuovi spazi di democrazia

Per la prima volta un'iniziativa privata utilizza dati pubblici per offrire un servizio (pubblico) migliore di quello delle istituzioni. E' il sito openparlamento.it che, utilizzando i dati di Camera e Senato, permette agli utenti di monitorare l'attività di ciascun parlamentare e di commentare ogni singolo provvedimento. Abbiamo intervistato Vittorio Alvino, uno dei responsabili del progetto che ci parla delle nuove opportunità di controllo sociale offerte dalle tecnologie del web 2.0.

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Patrimonio informativo, logiche e strumenti di azione di Sogei

Dopo una breve presentazione di Sogei Valerio Zappalà introduce le logiche con le quali la Società mette a disposizione dei soggetti istituzionali interessati il suo importante patrimonio di dati e servizi. All’illustrazione di alcuni prodotti di punta destinati alle PAC e alle PAL l’AD di Sogei fa seguire in questo intervento un approfondimento su due esigenze che egli riscontra nel sistema istituzionale: sviluppare la logica bidirezionale tra centro e periferia ed evitare sovrapposizioni di back office.

Il patrimonio informativo di Sogei come strumento cognitivo di supporto alle decisioni

L’Ufficio Studi di Sogei da settembre 2007 sta lavorando ad uno studio articolato sul federalismo fiscale, il Presidente Gilberto Ricci ne annuncia la prossima uscita e nel suo intervento individua tre aree per le quali il sistema informativo della Società può essere un importante strumento di sviluppo: l’area della perequazione, l’area della cooperazione amministrativa e quella della cooperazione informatica.Leggi tutto