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Collaborative mapping: se la mappa viene dal territorio…

In questi anni stiamo assistendo alla crescita di una nuova generazione di geografi, sono i mappers di OpenStreetMap: esperti GIS, informatici, ma anche ciclisti, blogger locali e semplici appassionati accomunati dal desiderio di collaborare alla più sorprendente mappa mundi di tutti i tempi. Il progetto raccoglie ogni giorno migliaia di contributi che permettono di dar vita a iniziative di empowerment della cittadinanza a progetti “umanitari” e anche prodotti commerciali. Maurizio Napolitano, tecnologo di FBK e ambasciatore della Open Knowledge Foundation (OKF), ci ha raccontato le peculiarità e potenzialità per i territori di questa mappa in fieri.

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Roma, Digital Government Summit 2014

"Economia Digitale, Smart Government e Stato Innovatore": questo il sottotitolo della terza edizione del Digital Government Summit, l'evento che affronta scenari e nuove sfide aperte dalle ultime tecnologie e a cui il governo dell'economia deve cominciare a rispondere. L'evento in programma il 26 e il 27 novembre 2014 presso Roma Eventi - Fontana di Trevi promosso da FORUM PA, Associazione ASTRID  e The innovation Group.

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Open Data come servizio territoriale: lo scenario Smart Region

Con il diffondersi dell’idea di Open Data – che la cosa pubblica amministrazione metta a disposizione le informazioni che detiene – si va allargando pure l’ambito della sua applicazione. Diventano oggetto di accesso libero non soltanto i dati di una determinata amministrazione comunale, ma i dati di altri enti pubblici oppure dei comuni limitrofi. Ad esempio, Il Patto di Ventimiglia, che riunisce 54 comuni intorno alla città di Palermo con obiettivi di sviluppo condivisi, elenca l’Open Data e servizi Smart Cities tra gli obiettivi del Protocollo d’intesa recentemente firmato. C’è un problema però: chi deve gestire l’Open Data per conto di tutti questi Comuni? Ventimiglia di Sicilia, il Comune promotore dell’iniziativa, conta 2,223 abitanti; deve istallare una infrastruttura Smart City o aprire un portale Open Data tutto suo, così come gli altri 53?

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La rivoluzione digitale cambia il turismo territoriale

Oggi parlare di "turismo territoriale" si traduce semplicemente nella domanda di come organizzare i servizi e la loro comunicazione, secondo la logica digitale. L’avvento di questa rivoluzione apre prospettive solo poco tempo fa inimmaginabili. Infatti la ricerca di informazione costringeva a una raccolta (per altro dispendiosa per chi aveva il compito di stampare e distribuire) di una montagna di carta. Oggi tutto questo può essere fatto in modo più efficiente, rapido e con costi ridotti. Ma lo si fa? Non ancora.

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Dall’Open Data al “data as a service”. Il progetto Homer

Nella catena del valore dovremmo passare dai “Dati pubblici liberi” ai “Dati pubblici utilizzati”. Purtroppo non sempre succede, anzi molto spesso, ci si ferma al solo valore della trasparenza desumibile dalla esposizione dei Dati pubblici sul web che, fra l’altro, dovrebbe avvenire per legge, ma così non è.

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Il peso della sharing economy in Italia. Siamo pronti a condividere?

Il 13% della popolazione in Italia ha preso parte almeno una volta all’economia collaborativa. Dal 2011 ad oggi i numeri sono più che triplicati in particolare nell’ambito dei trasporti, delle energie, dell’alimentazione e del design. Ce lo raccontano a Sharitaly, l’evento italiano sull’economia collaborativa curato da Collaboriamo.org con il contributo di Università Cattolica del Sacro Cuore e Fondazione Eni Enrico Mattei, che si è proposto di riflettere sul potenziale di nuovi modelli di produzione e di consumo basati sul riuso e sulla condivisione. Abbiamo chiesto a Marta Mainieri quanto conta questo fenomeno oggi e quanto può essere un’opportunità per start up, aziende e amministrazioni per rispondere alle sfide alle quali cui vanno incontro le nostre città.

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Messaggio in Bottiglia dalla Regione di Parigi: “L’hackathon è solo l’inizio di una strategia di open data di lungo termine!”

La terza bottiglia che raccogliamo contiene un messaggio proveniente da Parigi, più precisamente dall’area Ile-de-France, dove Gregoire Odou, con l’azienda per cui lavora, La Fonderie, ha contribuito alla nascita di un’iniziativa open data a livello comparabile ad un nostro ente regionale.

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Messaggio in bottiglia da Zurigo: “Ci vediamo al ristorante per uno Stammtisch sugli Open Data!”

Il secondo racconto ci viene riportato da Micha Rieser dalla Città di Zurigo, dove un gruppo molto motivato sta lavorando da tempo per portare la città ai massimi livelli di innovazione in Europa.

Quello di Zurigo è il portale open data principale fra le città della Svizzera, nonostante la piattaforma ed il quadro di regolamentazione siano stati sviluppati in un tempo brevissimo:

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Messaggi in bottiglia nel mare di dati aperti del Vecchio Continente

Gli open data non sono più una grande novità. Pochi Paesi al giorno d’oggi non hanno mai parlato almeno una volta di open data, e pochi non hanno mai fatto un documento di strategia o di regolamentazione su questo tema. D’altra parte, secondo quanto ci dice Google Trends, l’intesse nel termine “open data” è piuttosto stabile, a dei livelli significativamente alti, dal 2004.

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Message in a bottle from Paris Region: The hackathon is just the kick-off of the long-term open data strategy!

Finally, Gregoire Odou from Ile-de-France area gives us insights on the open data project in this part of the Paris Region.

In the Paris region datastore, data can be displayed by means of histograms and interactive maps, a precise search engine that helps you to navigate into all dataset, and all dataset refer to the 4-stars level according to the 5-stars framework of Tim Berners-Lee.

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