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Dalla trasparenza globale al controllo globale? Il Garante-privacy invita a governare Internet e a gestire le nuove tecnologie

Innovare sì, ma governando i rischi con attenta consapevolezza: è questo in estrema sintesi il messaggio che viene dalla relazione annuale del garante dei dati personali, mai come quest’anno attenta all’evoluzione delle tecnologie e preoccupata di una certa inversione di tendenza nel pendolo della sensibilità collettiva. La riservatezza rischia infatti di essere percepita non più come un valore da difendere, ma come “una inaccettabile pretesa di limitare il diritto a conoscere e sapere”. Una relazione coraggiosa, che in buona parte condivido, che prende posizioni molto nette contro il rischio che un uso “leggero” del diritto di informare ed essere informati possa far sì “che ciascuno diventi allo stesso tempo il potenziale controllore ed il possibile controllato, il cacciatore e la preda”.

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300.000 impiegati pubblici in meno: troppi o troppo pochi? È questione di "bene comune".

Stiamo ovviamente parlando dei trecentomila dipendenti in meno (-8,4%) che lavoreranno nelle amministrazioni pubbliche nel 2013, secondo le dichiarazioni fatte da Brunetta qualche giorno fa. Si tratta, come subito precisato, non di licenziamenti, ma di blocco del turnover, di regolamentazione dei contratti atipici, di pensionamenti: ma comunque è una bella cifra seppure frutto di cinque anni di provvedimenti. È troppo grande o troppo piccola questa riduzione? Gli statali sono troppi o troppo pochi?

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Le linee guida per il piano triennale per la trasparenza e l’integrità: quando 150 è più di 241

Lo scorso 23 settembre la Civit - Commissione Indipendente per la Valutazione, l’Integrità e la Trasparenza delle Amministrazioni pubbliche, ha diramato una direttiva con le Linee guida per la predisposizione del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità.
È un documento ampio di 22 pagine di testo più un allegato,  che indica, tra le altre cose, gli obblighi in materia di trasparenza che le pubbliche amministrazioni dovranno assolvere entro la fine dell’anno.
Non posso, in un breve articolo come questo, fare un sunto delle linee guida, ma vorrei sottolinearne alcuni aspetti che mi paiono chiari e importanti. Molti altri ce ne sono, ma lascio a ciascuno di voi il compito di scovarli in un testo che ha un pregio fra tutti: non è scritto in burocratese, ma anzi è facilmente comprensibile e molto spesso fortemente chiarificatore.

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Regole fra forma e sostanza

Più o meno è tutta la vita che mi occupo del rapporto tra forma e sostanza nelle regole, almeno da quando alla licenza liceale decisi di discutere il rapporto, per nulla scontato nonostante l’eroismo della fanciulla, tra leggi scritte e leggi non scritte nell’Antigone di Sofocle. Questi giorni, quindi, mi fanno stare con le antenne alzate e, sempre dal mio piccolo posto di osservazione sulla pubblica amministrazione e la sua faticosa riforma, mi fanno molto pensare. Anche ora, infatti, un diritto sostanziale, votare liberamente, si è scontrato con un altro diritto sostanziale, dato dal rispetto delle regole del gioco, in cui la forma è essa stessa sostanza.

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Alla fine di un anno bifronte

Questo è l’ultimo editoriale dell’anno: ci risentiremo il 5 gennaio. Tempo quindi di bilanci per un 2009 che io vedo bifronte. Anno di positivi risultati su molti dei nostri temi, ma anche anno di delusioni e di innovazione negata.
Proviamo a descriverlo attraverso cinque parole chiave. Visto che sono un ottimista ne elencherò tre che rappresentano, a mio parere, aspetti positivi dell’anno appena trascorso e due che sono state, invece, occasioni perse. Sulla prima parola mi dilungherò di più perché mi sembra la parola da incoronare come la più importante del 2009: trasparenza.

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150 + 150 in cerca della trasparenza

Agli amanti della segreta armonia dei numeri non sarà certo sfuggito che 150 era il numero della legge sulla comunicazione pubblica (correva l’anno 2000, era Ministro Franco Bassanini) e 150 è anche il numero del nuovo Decreto Legislativo di Brunetta. Ma per essere veramente trasparente, allora, la PA deve ancora fare un passaggio chiave...

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Obama mette online la banca dati dello Stato...e da noi?

La notizia (uscita ieri su Repubblica.it) è di quelle semplici da raccontare: tutto l’archivio federale degli Stati Uniti (una cosetta che vale 32.000 documenti l’anno solo di aggiornamento) sarà online a disposizione di tutti e così, tramite l’Open Government Initiative, lo saranno tutti i documenti delle varie agenzie.

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Il decreto legislativo di Brunetta che riforma il lavoro pubblico. Ecco una prima anticipazione: ne parleremo a FORUM PA.

Non è ancora ufficiale, ma si trova in rete già su molti siti, il testo preliminare e probabilmente non definitivo del primo e certamente più importante Decreto legislativo figlio della legge delega 15/09: insomma la riforma Brunetta del pubblico impiego.
La mattina di mercoledì 13 maggio la bozza di decreto delegato sarà al centro della discussione a FORUM PA in un convegno ad hoc in cui grandi amministrazioni saranno chiamate a dire la loro su “cosa succede se….”
Intanto però qualche anticipazione e qualche commento.

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Spostiamo l’attenzione verso l’82%, ovvero al buio tutti i gatti sono grigi

Ho visto con molta attenzione la campagna del Ministro Brunetta per la trasparenza delle retribuzioni e dei tassi di assenteismo. Delle retribuzioni  e dell’illusione del salario incentivante ho parlato nello scorso editoriale, oggi vorrei soffermarmi con voi sui famosi tassi di assenteismo.

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Sotto il segno della bilancia

Ero preparato, ce l’aveva detto: eppure quelle cifre allineate degli stipendi dei dirigenti pubblici un po’ di impressione me la fanno. Sto parlando della “operazione trasparenza” messa in piedi dal Ministro Brunetta sul sito del suo Ministero www.innovazionepa.it. E mi fanno impressione non tanto perché siano alte o basse, anzi direi che mi sembrano allineate con la media del lavoro privato, ma perché i numeri parlano da soli e si incaricano di far diventare vecchie ed inutili molte delle nostre discussioni.

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