forumpa 2014

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I risultati di FORUM PA 2012: se c’è crisi, non è certo di iniziative e progetti!

Quello che si è chiuso sabato scorso è stato un FORUM PA del tutto particolare, pur nelle difficili situazioni in cui ci troviamo la 23^ edizione della manifestazione è stata infatti ricca come non mai di segnali di speranza, così necessari in questi tempi di crisi. Proviamo a leggerli insieme.

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Lavoro pubblico: ecco l’accordo tra Patroni Griffi e i sindacati

I protagonisti di questo breve editoriale sono un documento di pre-intesa sulla riforma del pubblico impiego ancora ufficioso, ma pubblicato in grande evidenza sui siti dei principali sindacati del pubblico impiego, un duro giudizio giornalistico sullo stesso accordo che lo accusa di essere una “controriforma”, due lettere al Corriere della Sera di segno diametralmente opposto, la prima del Ministro che difende l’accordo dicendo che “ Non intendiamo procedere a una riforma epocale e tantomeno a una controriforma. Piuttosto vorremmo proseguire un percorso già iniziato” e la seconda dell’ex-Ministro Brunetta che parla invece di “resa alla cattiva burocrazia” , e infine una piazza per discuterne e capirci di più, che sarà il prossimo FORUM PA che si apre tra una settimana a Roma e vedrà molti appuntamenti per vederci più chiaro.

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No win situation? Non ci stiamo e riapriamo il gioco!

Si chiama una "no-win situation" la situazione in cui esistono più opzioni, e quindi il gioco non è bloccato, ma nessuna di queste ci porta a poter vincere la partita. Così sembra essere lo stato della Pubblica Amministrazione tra una riforma, che continua a essere molto più discussa che applicata, e un domani fatto di prospettive incerte, di tagli, di riduzione del personale, di blocco contrattuale e quindi di diminuzione reale dei salari; il tutto in uno scenario di corruzione sia percepita sia reale crescente. Come si vince in una no-win situation?

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Pubblico impiego: il chiaro e l’oscuro

 La 23^ edizione del FORUM PA, che si apre il 16 maggio alla Fiera di Roma e che vede come suo tema centrale il concetto di "Open Government", si situa in un momento molto delicato del complesso processo di riforma del lavoro pubblico.
Dopo l’incompiuta stagione della Riforma Brunetta e il contemporaneo congelamento della dinamica salariale, tre appaiono, a mio parere le questioni sul tavolo, tutte complesse e di non facile né immediata soluzione. Di tutte parleremo a FORUM PA e su tutte cercheremo di fare chiarezza, aiutati in questo anche dal Dipartimento della Funzione Pubblica che si è lodevolmente impegnato a gestire uno spazio interattivo per rispondere pubblicamente ai quesiti posti in diretta o anticipati tramite Internet. Il nemico principale in questo momento appare, infatti, l’ambiguità, la non chiarezza, il tenere i piedi in due staffe.

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Agenda Digitale: è l’ora della partecipazione

Si è aperta la consultazione pubblica per le azioni di Agenda Digitale. E’ la prima volta che viene sottoposta a consultazione una politica pubblica di una tale rilevanza ed ampiezza e non possiamo che rallegrarcene. Dall’11 aprile al 15 maggio sarà possibile intervenire compilando un questionario (forse un po’ rigido), esprimendo giudizi e priorità rispetto a ciascun obiettivo e a ciascuna azione delle sei aree tematiche (per ciascuna tra l’altro avremo a FORUM PA un seminario di approfondimento diretto dallo stesso coordinatore del tavolo di lavoro) e, soprattutto, indicare ostacoli e proporre correttivi e esprimere proposte e idee nuove, anche articolate.
Sono ottimista rispetto alla partecipazione, perché c’è grande attenzione e attesa, ma sarei anche più ottimista se avessi trovato sul sito dell’agenda digitale o nei documenti ufficiali risposta ad alcune domande che mi sembrano prioritarie.

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Semplifica Italia: perché è importante per la PA

Il decreto di Semplificazione approvato in via definitiva il 4 aprile contiene, tra tante misure puntuali che continuano l’opera laboriosa e paziente di disboscamento di una giungla che, colpevolmente cresciuta nei decenni, può essere vinta solo con la costanza dello sforzo bonificatore, alcuni principi di carattere generale che mi sembra possano essere armi potenti di cambiamento. In breve: il potere sostitutivo contro l’inerzia, il principio omeostatico contro le ricadute, l’unicità dell’amministrazione contro la molteplicità degli sportelli, l’approccio teleologico contro l’autonomia tecnocratica delle disposizioni, il buon senso e l’atteggiamento di ascolto come metodo di lavoro. Guardiamoli brevemente uno per uno, mentre vi rimando all’ottimo opuscolo edito dal Dipartimento della Funzione Pubblica per le norme puntuali.

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Avvisi ai naviganti

Se c’è tempesta e il tempo sta cambiando velocemente è meglio non spegnere la radio di bordo e rimanere connessi. Noi siamo in onda.
Mesi difficili e contraddittori quelli che stiamo vivendo nel continuo processo di riforma e di innovazione della macchina pubblica e, con essa, del Paese. Il rischio, paventato qualche settimana fa, di “Universi paralleli” tra chi decide e progetta e chi lavora sul campo appare sempre più reale e richiede segnali forti nel senso della condivisione, della partecipazione, della consapevolezza. In questo contesto di movimento, ma anche di estremo bisogno di chiarezza e di formazione, proponiamo oggi, sperando di essere un “segnale utile”, quasi un faro, la prima bozza, già abbastanza stabile, del nostro programma congressuale per la 23^ edizione del FORUM PA che è in programma a Roma dal 16 al 19 maggio.

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Articolo 18 per gli statali: tanta confusione a chi giova?

Credo che sull’applicazione della riforma dell’art.18 dello Statuto dei lavoratori al pubblico impiego ci sia da fare chiarezza, ma nello stesso tempo domandarci perché c’è stata tanta confusione e a chi può giovare. Partiamo da un fatto indiscusso: l’art. 18 si applica già al pubblico impiego da almeno 10 anni e, a meno di deroghe esplicite, continuerà ad applicarsi nella forma che esso avrà dopo le modifiche della “Riforma del mercato del lavoro” approvata ieri in Consiglio dei Ministri. Insomma si applicava l’articolo di prima, si applicherà quello riformato.

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Universi paralleli

Tre episodi recenti mi hanno abbastanza disorientato e mi hanno fatto pensare al rischio sempre presente di duplicare inconsapevolmente la realtà: da una parte quella della nostra vita di tutti i giorni, delle difficoltà quotidiane delle famiglie e delle aziende, ma anche delle amministrazioni, dall’altra quella della teoria, del mondo come dovrebbe essere, delle grida di manzoniana memoria. Tutti e tre riguardano corpi autonomi della Repubblica, che hanno la loro forza e la loro autorevolezza nella loro indipendenza: la Commissione per la valutazione l’integrità e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche (CiVIT); Il Garante dei dati personali; DigitPA.

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Le sirene di Facebook e l’idea dell’amministrazione

Qualche giorno fa un autorevole gruppo di consiglieri regionali lombardi della Lega Nord, tra cui Bossi (Renzo) e Bossetti (Cesare),  ha presentato un’interrogazione scritta all’Assessore competente per chiedere che venga impedito a tutti i dipendenti della regione l’uso di facebook e dei social network. In sé non sarebbe una notizia e al massimo potrebbe far scuotere la testa l’ignoranza profonda che l’interrogazione rivela, lì dove mischia i social network con la pirateria, “emule” e “altri generi di software per il peer 2 peer”; potrebbe poi strapparci un sorriso l’evocata potenza ammaliatrice delle nuove sirene, quando si lamenta che “molti dipendenti non riescono a resistere alla tentazione di collegarsi ai social network del momento, Facebook e Twitter”. Purtroppo la cosa è più seria ed è per questo, non tanto per prendere in giro il folklore politico di certi consiglieri, che vale la pena di parlarne.

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