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Governare con l'innovazione sociale: l'Italia come un laboratorio. 17 maggio a FORUM PA 2012

L’innovazione sociale fa incontrare pubblica amministrazione, impresa, finanza, welfare, scienza, education e tecnologia. Ma come? E, soprattutto, perché? Filippo Addarii, direttore esecutivo di Euclid Network, che il 17 maggio a FORUM PA 2012 aprirà il confronto “Innovazione sociale made in Italy. Come e perché”, ci anticipa che "l’innovazione sociale è un modo diverso di capire e strutturare la società ma anche di vivere la nostra relazione come individui rispetto alla comunità. E’ un modo diverso di essere cittadini, consumatori, elettori. E’ un modo nuovo per la PA di interagire con il privato e per l’impresa di interagire con le istituzioni e con i cittadini. E’ un cambiamento di mindset e framework, che non può ridursi a una definizione”.

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Verso Jesolo 2020. Dall’ascolto alla responsabilità condivisa

Da poco più di un anno la città veneta, con i suoi circa 25.000 abitanti, è impegnata in un esercizio strategico di immaginazione. Jesolo 2020 infatti è il progetto che intende arrivare alla definizione di un Piano di Assetto del Territorio (PAT) partecipato, cioè disegnato a partire dalle visioni, dalle esigenze e dalle priorità dei suoi cittadini, singoli e associati. A guidare il processo l’Ufficio Pianificazione del Comune in tandem con l’Ufficio Comunicazione. Concentrandoci sulla fase dell’ascolto, abbiamo chiesto a Barbara Tonetto, responsabile dell’Ufficio Comunicazione di ragionare con noi su cosa significhi “ascoltare” per una pubblica amministrazione. “Io credo – sostiene - che l’evoluzione naturale dell’ascolto sia la partecipazione e che questa evoluzione porti ad una nuova definizione dei ruoli". Al centro c’è il concetto di responsabilità.

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Enabling city. L'innovazione sociale (spesso) succede dove meno te lo aspetti

“Enabling” con un termine un po' evocativo di manuali di pedagogia può tradursi in italiano con “abilitante”. Ma è un po’ il contrario di quel che sembra, perché l’enabling city è in realtà una città che sa imparare. Dai cittadini e dalle comunità che la abitano, la animano, la migliorano, risolvendo i problemi che la attraversano. Spesso in modi imprevisti e nei luoghi su cui meno si scommetterebbe. “Enabling City” è il progetto di Chiara Camponeschi che si occupa di innovazione sociale nell'ambito della sostenibilità urbana e della governance partecipativa. “Per me – ci spiega Chiara - una città è veramente “enabling” quando lascia spazio alla collaborazione, alla sperimentazione, alla trasparenza. Quando mette cioé a disposizione fondi, infrastrutture e un progetto politico per stimolare l'empowerment di comunità locali che si attivino per contribuire al cambiamento”.

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L’impresa sociale ci salverà? Verso il modello della filiera sussidiaria

Dopo aver inserito il social business nel Single Market Act, identificandone il carattere necessario per il rilancio della competitività europea, la Commissione gli ha dedicato una Iniziativa comunitaria lanciata lo scorso autunno. La questione al centro dell’attenzione di Bruxelles è bifronte: come integrare social business e social innovation da un lato, come usare i modelli del social business per riabilitare la funzione imprenditoriale in un momento di crisi del mercato, dall’altro. Abbiamo girato le questioni sul piatto a Giorgio Fiorentini, professore all’Università Bocconi e tra i massimi esperti italiani in tema di economia sociale. Dall’impresa sociale come impresa di salvataggio del profit in crisi alla spin–off sociale, ci conferma che si è ufficialmente aperta la stagione del social business. E sulla realtà italiana rilancia: “La prospettiva è quella della filiera sussidiaria”.

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Apps in the City. Quando le apps arrivano in città

La città è per vocazione al centro dell'amministrare 2.0. Così, seguendo il paradigma di una amministrazione partecipata, smart e capace di resilienza le città sviluppano la loro multiforme anima digitale. Cosa succede quando arrivano le Apps? Ne abbiamo parlato in skype video con Paolo Coppola, assessore all'Innovazione di Udine, Lorenzo Marchionni, presidente della fiorentina Lineacomune spa e Elena Rapisardi, esperta Protezione Civile - Emergency management. 

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Reti e rivoluzione. Il modello RES - Reti di Economia Solidale

Con 22.000 iniziative, 700.000 lavoratori coinvolti, 4.4 miliardi di dollari fatturati e 160 milioni in investimenti annui le Reti di Economia Solidale (RES), sono una realtà nel Brasile del presidente uscente Lula. Perché ci interessano? Euclides A. Mance, antropologo, già consulente del Governo Lula, UNESCO e FAO per progetti di sviluppo locale, spiega che le RES rappresentano un modello emergente dalla interconnessione di reti della società civile. Una fitta intelaiatura di organizzazioni, movimenti e gruppi sociali che riorganizzano l’intera filiera produttiva riorientandola al bem vivir di ciascuno dei soggetti coinvolti.

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Non solo Big Society. L’ora della sussidiarietà in Italia

Elemento centrale nella declinazione italiana di anglofoni modelli emergenti - dall’open government alla big society alla social innovation - la sussidiarietà ha celebrato lo scorso 18 ottobre i suoi primi 10 anni in Costituzione. Un compleanno importante in un contesto difficilissimo per il nostro Paese. Nel discorso pubblico che fa da sfondo a questa crisi la sussidiarietà è entrata di prepotenza, ma nel Paese reale chi la conosce? E chi la fa? Gregorio Arena, professore di Diritto Amministrativo all’Università di Trento e presidente Labsus – Laboratorio per la Sussidiarietà ci aiuta a scoprire un principio avanguardistico di amministrazione partecipata per la cura dei beni comuni.

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Se lo spazio urbano si fa social. Tre progetti raccontati da chi li ha pensati

 Nell’era del social web sembra che per ogni spazio che abitiamo ci sia la possibilità di aprirsi a questa sorta di quarta dimensione. Lo spazio urbano non fa eccezione. Tant’è che allo Urban Creativity Camp sono stati premiati proprio tre progetti su social web, giudicati, tra tutti quelli in concorso, i più coinvolgenti, sostenibili e realizzabili per rafforzare l’offerta di servizi e l’attrattività dei centri storici italiani. A presentarli, il 12 maggio nella tappa romana della premiazione, gli ideatori. Decisamente …giovani!

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La sanità condivisa a FORUM PA 2011. ASL Roma G

Che cosa è la sanità condivisa? Nel FORUM PA dedicato al tema del "fare rete", ASL Roma G ha presentato il suo modello di sanità considivisa sul territorio, portando il "caso" del Comune di Segni, in provincia di Roma. Ce ne parla Nazareno Renzo Brizioli, Direttore generale ASL Roma G.

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Voice for life. Sanità digitale di ULSS 8 Asolo a FORUM PA 2011

ULSS 8 Asolo è da sempre una realtà all'avanguardia nel campo della sanità digitale in Italia. Quest'anno a FORUM PA 2011 ha presentato Voice for life, un innovativo braccialetto, che permette il monitoraggio in remoto, costante e diffuso dei pazienti cardiopatici. Paolo Barrichello, Responsabile Sistemi informativi ULSS 8 Asolo ci spiega il funzionamento e i vantaggi dello strumento.

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