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Bologna verso la Smart city. La racconta Matteo Lepore

L'assessore all'innovazione di Bologna e presidente della Commissione Innovazione ANCI, Matteo Lepore ci ha raccontato, in una breve intervista, come stanno lavorando a Bologna per muovere verso un modello di città sempre più smart. "Si tratta di mettere insieme esigenze e potenzialità dell'economia e della comunità, sfruttando le tecnologie a disposizione".

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Governare con l'innovazione sociale: l'Italia come un laboratorio. 17 maggio a FORUM PA 2012

L’innovazione sociale fa incontrare pubblica amministrazione, impresa, finanza, welfare, scienza, education e tecnologia. Ma come? E, soprattutto, perché? Filippo Addarii, direttore esecutivo di Euclid Network, che il 17 maggio a FORUM PA 2012 aprirà il confronto “Innovazione sociale made in Italy. Come e perché”, ci anticipa che "l’innovazione sociale è un modo diverso di capire e strutturare la società ma anche di vivere la nostra relazione come individui rispetto alla comunità. E’ un modo diverso di essere cittadini, consumatori, elettori. E’ un modo nuovo per la PA di interagire con il privato e per l’impresa di interagire con le istituzioni e con i cittadini. E’ un cambiamento di mindset e framework, che non può ridursi a una definizione”.

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Una città smart è come una macchina di Formula1. Carlo Ratti a FORUM PA 2012

“Quindici anni fa per vincere una gara di Formula1 era necessario avere una buona macchina e un buon pilota, oggi è necessario un buon sistema di telemetria (oltre alla macchina e al pilota). E’ necessario cioè un sistema che raccolga informazioni dalle migliaia di sensori sulla macchina e le trasmetta a tutti i computer che lavorano nei PIT, dove le info rmazioni vengono analizzate e processate, facendo sì che si possano prendere decisioni in tempo reale. Oggi quello che sta succedendo nelle nostre città è proprio questo: stanno iniziando a funzionare come una macchina di Formula1”. Chiamiamola smart, chiamiamola senseable, ma è questa la città che sta cambiando sotto i nostri occhi. Ne parliamo con Carlo Ratti, professore al MIT di Boston e direttore del SENSEable City Lab, che sarà a FORUM PA 2012, il 17 maggio con un keynote alla Prima Giornata dedicata all’impegno delle amministrazioni per le smart city e le smart community, organizzata in collaborazione con Asset Camera, Azienda speciale della Camera di Commercio di Roma.

 
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Cooperazione internazionale per le smart cities del futuro

La settimana scorsa a Bologna è stata presentata SMART City Exhibition, la manifestazione promossa da FORUM PA e Bologna Fiere che si terrà dal 29 al 31 ottobre 2012 e che avrà come tema guida lo sviluppo "intelligente" delle città e le nuove modalità tecnologiche, partecipative ed inclusive di governo del territorio. Iniziamo, quindi, un percorso di approfondimento per scoprire dai protagonisti nazionali ed internazionali cosa si intende nello specifico con i termini "smart city" e "smart communities".

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Enabling city. L'innovazione sociale (spesso) succede dove meno te lo aspetti

“Enabling” con un termine un po' evocativo di manuali di pedagogia può tradursi in italiano con “abilitante”. Ma è un po’ il contrario di quel che sembra, perché l’enabling city è in realtà una città che sa imparare. Dai cittadini e dalle comunità che la abitano, la animano, la migliorano, risolvendo i problemi che la attraversano. Spesso in modi imprevisti e nei luoghi su cui meno si scommetterebbe. “Enabling City” è il progetto di Chiara Camponeschi che si occupa di innovazione sociale nell'ambito della sostenibilità urbana e della governance partecipativa. “Per me – ci spiega Chiara - una città è veramente “enabling” quando lascia spazio alla collaborazione, alla sperimentazione, alla trasparenza. Quando mette cioé a disposizione fondi, infrastrutture e un progetto politico per stimolare l'empowerment di comunità locali che si attivino per contribuire al cambiamento”.

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Open data: nella "pagella" dell’Italia, insufficienza in geografia

I dati geografici sono tra i più scaricati dai siti open data degli enti pubblici italiani, come si vede dalle statistiche on line: sul sito della Regione Emilia-Romagna sono al primo posto per numero di download, mentre su quello del Piemonte sono secondi solo ai dati relativi a Scuola e Formazione. Ma nonostante queste cifre, che dimostrano un grande interesse, sono ancora poche le amministrazioni che li mettono a disposizione di altri enti, cittadini e imprese. A spiegarci perché i dati geografici sono un vero e proprio patrimonio comune e perché è necessario “liberarli” è Giovanni Biallo, presidente dell’Associazione OpenGeoData Italia e direttore del media-web www.geoforus.it.

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Customer Statisfaction nei servizi pubblici locali. L’approccio integrato di Torino

La rilevazione della Customer Satisfaction dell’Agenzia dei servizi pubblici locali del Comune di Torino va avanti, con cadenza annuale, dal 2003. Per una serie di elementi, non da ultimo la governance, la competenza tecnica dei partner e l’approccio sistemico alla rilevazione sull’intera gamma di servizi offerti, l’esperienza di Torino si propone come un modello. Con l’aiuto della professoressa Barbara Loera, responsabile delle rilevazioni per Università di Torino - Osservatorio Nord Ovest, tracciamo un quadro della strategia e dell’attività in tema di Customer Satisfaction (CS) dell’Agenzia torinese.

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Aste per le localizzazioni. Tra TAV e NO TAV, la terza via

Scorrendo gli aggiornamenti su Tav e NoTav, fino alle dichiarazioni del neo Ministro Passera, l’idea vincitrice del concorso Italiacamp “La tua idea per il Paese”, firmata da Christian Iaione e adottata da Cassa Depositi e Prestiti, sembra proprio attuale. Emergendo tra 700 progetti raccolti, “Aste per le localizzazioni”  vuole colmare, attraverso meccanismi concorrenziali, il gap tra cittadini e istituzioni nel settore delle infrastrutture. “L’idea - ci spiega Christian - è quella di mettere in competizione tra loro i territori per ottenere l’insediamento delle infrastrutture”. Sarà possibile nel Belpaese dove sono 320 le opere pubbliche oggetto di contestazione e dove il premio Pimby (antiNimby) 2011 è andato deserto?

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Le emergenze al tempo dei social network: quando l’allerta viaggia in rete

È stata la tragica alluvione che ha colpito Genova dieci giorni fa ad accendere i riflettori, come mai era avvenuto nel nostro Paese, sul ruolo che la rete può ricoprire in una situazione di emergenza. Ma in Italia i tempi sono maturi per un utilizzo del web 2.0 e dei social network in situazioni di crisi? Ne abbiamo parlato con Elena Rapisardi, che dal 2005 si occupa di Comunicazione in Protezione Civile ed Emergency Management e, in particolare, di progetti per un utilizzo ad ampio raggio del web 2.0 in emergenza, e che è tra gli organizzatori del primo Crisis Camp Italy, in programma a Bologna il prossimo 19 novembre.

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Comuni nella rete. Come la vedono ad Ascoli Piceno

Secondo Guido Castelli, sindaco di Ascoli Piceno “l’irruzione” della PA nella rete è "un fatto di democrazia", non solo per render conto delle cose che si fanno ma anche per rendere possibile il farne di più a costi contenuti.  In questa breve intervista, rilasciata a margine della conferenza stampa di presentazione dell’"Operazione Open government Italia", lo scorso 18 ottobre a Roma, ci parla degli effetti della presenza in rete dell’amministrazione pubblica, con una riflessione particolare su quella comunale, che rimane, dati alla mano, la “più amata dagli italiani”.

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