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Social is smart. Ma come, non sei su Facebook?!

Esperti di social media e pubbliche amministrazioni si sono ritrovati a SCE - Smart City Exhibition (Bologna, 29-31 ottobre 2012) per fare il punto sulla presenza degli enti locali sui social media. Il Laboratorio curato in collaborazione con Altis, l’Alta scuola di formazione dell’Università Cattolica, ha rappresentato un’importante occasione per fare il punto sui risultati emersi dalle analisi svolte, per lanciare provocazioni e formulare nuovi quesiti di ricerca.

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Diffondere la cultura open data dentro e fuori l’amministrazione: l’App contest OpenRoma

Le aziende, gli sviluppatori e le associazioni interessati avranno a disposizione tutte le vacanze di Natale per finire di ultimare e presentare la propria App basata su dati pubblici, al concorso promosso dalla Provincia di Roma. Ma come si fa, in mancanza di una norma scritta, a farsi rilasciare i dati in possesso dei singoli uffici di una amministrazione per caricarli sul portale open data? Ne abbiamo parlato con Francesco Loriga dirigente dei Sistemi informativi della Provincia di Roma, che ci ha descritto il percorso di informazione/formazione intrapreso per l’avvio del portale open data provinciale. Obiettivo: un ufficio dedicato ad aprire i dati dell’amministrazione.

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Trasparenza, partecipazione e collaborazione: la PA si apre al dialogo - terzo meeting europeo dell'Open Government Partnership

Circa 80 rappresentanti di 16 Governi, 5 Organizzazioni internazionali e della società civile a confronto su trasparenza, partecipazione e collaborazione tra amministrazioni e società civile in una prospettiva europea. Sono questi i temi affrontati nel corso del terzo Meeting Europeo dell’Open Government Partnership (OGP) dedicato a "Trasparenza, partecipazione e collaborazione: la PA si apre al dialogo" che si è svolto lunedì 10 dicembre a Palazzo Vidoni e organizzato dal Dipartimento della Funzione Pubblica.

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#TwitterPA 2012: numeri e tendenze dalle PA che cinguettano

Quante sono e cosa fanno le Pubbliche Amministrazioni italiane su Twitter? Le risposte nel Rapporto #TwitterPA 2012 sull’uso da parte delle pubbliche amministrazioni italiane della piattaforma di microblogging più conosciuta al mondo. Il Rapporto curato e reso disponibile in rete da Giovanni Arata si basa su dati aggiornati all’11 novembre 2012. L’edizione precedente era stata rilasciata un anno fa.

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Chi chiede trasparenza dia il buon esempio: un manifesto per la trasparenza delle ONG

L'open government è un processo che per realizzarsi a pieno deve necessariamente fondarsi su tre protagonisti: l'amministrazione pubblica, le imprese e la società civile. Ciascuno deve fare la propria parte e soprattutto deve dimostrare di saper mettere in atto quello che chiede agli altri. Dall'associazione Stati Generali dell'Innovazione arriva un vero e proprio Manifesto per la trasparenza delle ONG, aperto all'adesione e al contributo, con l'obiettivo di diventare una proposta internazionale al prossimo incontro sull'Open Government Partnership a Roma.

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Gli Open Data, l’Open Government, la spesa pubblica e il Sistema informativo SIOPE

C’è in Italia un Sistema Informativo che “rileva in via telematica gli incassi e i pagamenti effettuati dai tesorieri e dai cassieri delle Amministrazioni pubbliche”. E’ un sistema che nasce dalla collaborazione tra la Ragioneria Generale dello Stato, la Banca d’Italia e l’ISTAT e il suo nome è SIOPE, il Sistema Informativo delle Operazioni degli Enti Pubblici. SIOPE è in sostanza uno strumento che viene utilizzato per monitorare la situazione e l’andamento dei conti pubblici.

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Condivisione, elaborazione, integrazione e analisi dei dati trasformano la città in un ecosistema efficiente

La Smart City si fonda sui principi dell’Open Government: collaborazione, trasparenza, partecipazione. Il ruolo del soggetto pubblico è creare le condizioni perché il sistema si sviluppi, con la partecipazione e interazione continua di tutti i soggetti coinvolti. Si tratta quindi di attivare un processo virtuoso capace, dal punto di vista tecnologico, comunicativo e organizzativo, di individuare le informazioni digitali relative a ciò che avviene nella città integrando le diverse fonti, elaborarle e renderle fruibili nel momento giusto e nel contesto giusto ai soggetti che ne hanno bisogno. Quale il percorso? Il punto di vista Sinergis-Dedagroup ICT Network.

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Considerazioni personali sulla trasparenza

Cosa possono e cosa devono fare le amministrazioni per per essere più trasparenti? A seguito dell'editoriale della settimana scorsa "Povera trasparenza, morta asfissiata!" che ha sollevato un'interessante discussione tra i commenti, riceviamo un contributo da Davide D'Amico - esperto di sistemi informatici del dipartimento della funzione pubblica PCM - in cui viene presentata un'approfondita analisi del concetto di "trasparenza" così come viene interpretato dalla nostra normativa e di "open data", fornendo anche una lettura critica di alcune tendenze in atto. Pubblichiamo volentieri l'articolo certi che sarà utile a stimolare la discussione e a far nascere nuovi spunti di riflessione.

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Helsinki Smart City: come migliorare i servizi ed i prodotti attraverso piattaforme di condivisione dati

La città di Helsinki si è trasformata in laboratorio urbano per testare tutte le tecnologie necessarie per migliorare la vita dei suoi cittadini. Open Data, Living Labs, crowdsourcing e rete internet sono i quattro temi su cui si sviluppano i progetti disegnati da Forum Virium Helsinki’s Smart City Project Area. Lo scopo è sviluppare servizi urbani digitali, fruibili da dispositivi mobili, che permettono un miglioramento dello stile di vita e del lavoro. Una sperimentazione strategica che integra la vita di tutti i giorni con l’ambiente urbano.

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Povera trasparenza, morta asfissiata!

Tartassata dalla crisi, trascurata per un’urgente spending review, coinvolta in salvaRuby e altre amenità la trasparenza delle pubbliche amministrazioni versava già in uno stato comatoso, mostrando palpiti di vita solo in pochi illuminati enti locali. L’affastellarsi di norme, di specifiche, di commi che, ricordando quello che era già obbligatorio lo prescrivono nuovamente, ma con originali dettagli, la stanno uccidendo. Mentre moltiplichiamo le leggi, sempre più dettagliate e potenzialmente “decisive”, scopriamo candidamente che le norme che c’erano che, se applicate, avrebbero già cambiato il volto delle amministrazioni, rimangono ancora totalmente lettera morta. Volete delle prove? Vi suggerisco qualche lettura.

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