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Se dici Open Data dici Open Census

In un immaginario (abbastanza) collettivo, quando dici dati dici Istat e quando dici Istat dici Censimenti. “Il Censimento è una roba che se non ci fosse bisognerebbe inventarla”, diceva Andrea Nelson Mauro, data journalist e attivista dell’open data italiano, introducendo il Data Lab #Censimenti - Open Census, promosso da Istat lo scorso ottobre a Smart City Exhibition 2013. Alle soglie dell’Open Data Day 2014 che arriva a margine dell’ultima tornata censuaria (Popolazione, Agricoltura, Industria e servizi e Non Profit)  ci addentriamo in questa relazione dalla natura fortemente complementare: la community open data da un lato, l’Istituto nazionale di statistica dall’altro.

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Open Data in Italia, cosa è cambiato in un anno? Facciamo il punto con Spaghetti Open Data

Nel 2013 tante sono state le novità in materia di open data. Abbiamo intervistato, in rappresentanza di Spaghetti Open Data, Paolo Mainardi e Luca Corsato per capire lo stato dell’arte sul tema in Italia e farci dare qualche anticipazione sul prossimo raduno a Bologna i prossimi 28-29 e 30 marzo. NB la registrazione al raduno è aperta a tutti!

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Notizie da Seoul: parola d’ordine condividere

Pensate se si potesse vivere così: uscire la mattina dalla propria casa, in condivisione, guidare un’auto presa al servizio sharing fino all’ufficio, uno spazio di coworking in cui lavorare in sinergia con i professionisti con i quali si condivide la scrivania e, neanche a dirlo, le proprie competenze e a pranzo? Un pasto condiviso, ovvio. Fantasia? Non per Seoul, che con un Act for Promoting Sharing si candida a diventare la capitale della sharing economy. Per riscoprire l’economia, ma soprattutto le relazioni.

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Uno spazio hacker permanente nel Parlamento brasiliano

Il 17 dicembre, la presidenza della Camera dei Deputati brasiliana ha approvato una risoluzione che crea un "Lab Hacker" permanente dentro la Camera. Una novità assoluta a livello mondiale.

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Dal dato grezzo alla visualizzazione dei consumi energetici su Google: un buon esempio di gestione innovativa dei dati

Una mappa dei consumi energetici nazionale con gli edifici più efficienti e quelli più energivori indicati chiaramente e accessibili liberamente da chiunque per operare controlli incrociati, per pianificare le politiche energetiche e valutarne i risultati o semplicemente per innescare meccanismi di imitazione virtuosa di risparmio energetico. Non si tratta di un progetto fantascientifico. Al comune di Anzola nell’Emilia lo hanno già fatto, primi in Italia, utilizzando dati già in possesso di tutte le amministrazioni e portandosi avanti con il lavoro previsto la Patto dei Sindaci (PAES).

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La partecipazione, nella democrazia rappresentativa, rimane un dilemma irrisolto

Il tema della partecipazione pone un importante dilemma quando si parla di democrazia rappresentativa. Le iniziative più inclusive, infatti, sono quelle che si collocano fuori dal sistema politico tradizionale, nel quale, invece, i partecipanti non rispecchiano le caratteristiche socio-demografiche della popolazione. I cittadini più privilegiati sono più rappresentati nel sistema politico, mentre le iniziative non tradizionali vedono una forte partecipazione più allargata. Pubblichiamo un articolo di Tiago Peixoto in cui un confronto tra la presenza dei cittadini alle elezioni politiche newyorkesi del 2009 e al Bilancio Partecipativo (sempre di New York) del 2012, induce a riflettere sul valore e sul peso della partecipazione.

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Open data: il Comune ha un hacker per amico

Una bella storia quella che ha per protagonisti alcuni piccoli/medi comuni della Romagna, voglia di cambiamento, spinta a migliorare e migliorarsi, attivismo civico ed open data. Una storia che mostra chiaramente come sia possibile introdurre innovazione reale in una amministrazione senza bisogno di grandi investimenti, ma solo con una buona dose di responsabilità, competenza e capacità di coinvolgimento… ah sì e con la “rete” ovviamente.

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E se per caso il Governo durasse?

Se per caso le agitate acque della nostra politica di bottega concedessero comunque a questo Governo un tempo ancora sufficientemente lungo per portare a casa qualche risultato, cosa vorrei che mettesse in cima alle sue priorità per quanto riguarda il government? Difficile gioco della torre perché le cose da fare subito sarebbero tantissime, ma ci provo indicando cinque sfide che hanno anche la pretesa di suggerire al Governo di essere coraggioso e di uscire dalla vaghezza, perché è tempo per una agenda concreta e realistica, che cambi radicalmente le aspettative e dia fiato alla parte migliore della PA. Cinque sfide quindi, che si possono mettere sul tavolo e vincere nel giro dei diciotto mesi che i più ottimisti indicano come tempo massimo di scadenza dell’attuale esecutivo. Eccole...

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Il peso della sharing economy in Italia. Siamo pronti a condividere?

Il 13% della popolazione in Italia ha preso parte almeno una volta all’economia collaborativa. Dal 2011 ad oggi i numeri sono più che triplicati in particolare nell’ambito dei trasporti, delle energie, dell’alimentazione e del design. Ce lo raccontano a Sharitaly, l’evento italiano sull’economia collaborativa curato da Collaboriamo.org con il contributo di Università Cattolica del Sacro Cuore e Fondazione Eni Enrico Mattei, che si è proposto di riflettere sul potenziale di nuovi modelli di produzione e di consumo basati sul riuso e sulla condivisione. Abbiamo chiesto a Marta Mainieri quanto conta questo fenomeno oggi e quanto può essere un’opportunità per start up, aziende e amministrazioni per rispondere alle sfide alle quali cui vanno incontro le nostre città.

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The Engaging City: quando un like non è partecipare

In Italia meno di un Ente Locale su quattro ha un profilo su Facebook (lo scrivevamo qualche giorno fa), ma non è solo questione di numeri. Che senso ha stare su una piattaforma social per una PA? Si può davvero credere che basti un click per attivare comunicazione, consultazione e collaborazione: le “C” della partecipazione civica o, dovremmo dire, dell’engagement? Le leve che fanno muovere la partecipazione pubblica sono più complesse. Proviamo a definire cosa questo significhi.

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