Cerca: Saperi PA, Editoriale

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#sipuòfarese, #sipuòfarecon

Nel riformare la PA abbiamo bisogno di una dialettica vitale tra il “dentro” dell’amministrazione, ossia le donne e gli uomini che ci lavorano e che sono portatori di saperi, di competenze, di esperienze, ma anche spesso di “conservazione” e di tutele, e il “fuori” che è dato dalle esigenze a volte caotiche e contraddittorie di una società complessa e dalla politica, che è chiamata a leggerne e a soddisfarne i bisogni, ma non sempre riesce ad essere lungimirante e nello stesso tempo a tener conto di quanto già si è fatto. Siamo quindi condannati, tra due istanze che da sole sono due debolezze, a cercare la forza in un “dialogo” tra il dentro e il fuori. Da queste riflessioni nasce un secondo hashtag di FORUM PA 2015 che mette al centro la collaborazione, lo spirito di squadra, la condivisione. [vi segnaliamo che è on line un primo draft del programma della manifestazione e che è possibile iscriversi agli eventi]

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Il riduzionismo normativo e comunicativo che blocca l’innovazione

Tre eventi sugli Open Data degli scorsi giorni, apparentemente slegati tra di loro, mi hanno fatto riflettere sui limiti e le possibilità delle politiche dell'innovazione in Italia. L'immagine che ci viene restituita è quella che conosciamo bene di un paese ricco di energie vitali, con singole eccellenze distribuite a macchia di leopardo, ma che non fa sistema, non ha una visione che lo porta a non reggere i confronti internazionali. Non possiamo continuare a considerare l'innovazione come uno slogan da usare a tempo debito, come la foglia di fico per coprire la vergogna delle nostre inefficienze.

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Chiarezza chiarezza, mi punge vaghezza di te... la travagliata vita dell'Agenzia per l'Italia digitale

Così cominciava una bella canzone politica di quando ero giovane. Mi torna in mente stamattina quando ci svegliamo, dopo l’annuncio delle dimissioni di Alessandra Poggiani da direttrice dell’AgID, senza più una guida per la già tanto travagliata strategia per l’Italia digitale, ossia per risalire il baratro nelle classifiche internazionali nel campo probabilmente più importante per l’occupazione e lo sviluppo sostenibile.

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Nasce #RispondiPA per creare conoscenza tramite partecipazione

Ne siamo convinti da molto: una nuova PA, efficiente e in grado di gestire il futuro può solo nascere da un nuovo rapporto, radicalmente diverso, con i diversi attori che costituiscono il contesto delle sue azioni e i destinatari delle sue funzioni: cittadini, famiglie, imprese e gli stessi dipendenti pubblici. Non più semplicemente utenti, pazienti, clienti, fornitori, dipendenti, assistiti, consulenti, consumatori o, peggio, fannulloni e profittatori di una PA da mungere, ma partner di un nuovo modo di intendere l’azione pubblica e il bene comune da gestire e valorizzare insieme. E' su questa base che lanciamo oggi il progetto RispondiPA.

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#sipuòfarese

Proponiamo un emendamento alla dichiarazione coraggiosa che accomuna tanti innovatori di questo tempo tumultuoso e insieme contraddittorio. Noi di FORUM PA vi chiediamo di aggiungere un piccolo “se” all’affermazione “Si può fare!” che tanto successo sta avendo nella nostra community, ma che sembra risuonare spesso anche in tanti ambienti di Governo. Questo “se”, che vuole dare fondamenta solide alla nostra fiducia e al nostro entusiasmo, sottolinea la necessità di porre un’azione tra noi e una meta che è sì possibile, ma non è scontata e che nessuno ci regalerà senza il nostro fattivo impegno. Il prossimo hashtag di FORUM PA 2015 sarà quindi #sipuòfarese.

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Che fine ha fatto la spending review?

Parola magica per almeno due anni, testimone delle nostre conversazioni a cena e dei discorsi in Parlamento e in televisione, la “spending review” scivola lentamente fuori scena, senza rimpianti e senza grandi applausi. Non è la sola, insieme a lei si eclissa la speranza, invero fallace, che tecniche raffinate di analisi della spesa possano portare a risparmi veri e duraturi senza una riforma sostanziale dell’apparato pubblico. Questa constatazione viene rafforzata in questi giorni da due documenti significativi. Il primo è il rapporto “Prospettive della finanza pubblica dopo la legge di stabilità”, approvato la settimana scorsa dalle Sezioni Riunite della Corte dei Conti; il secondo spunto è il libro di Marcello Degni e Paolo De Ioanna “Il vincolo stupido” in cui gli autori intrecciano l’analisi del panorama europeo, con le sue rigidità a volte “stupide”, con quella di una politica italiana che non riesce a ricreare le condizioni per la crescita.

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Umanesimo manageriale: una visione innovativa dell’essere dirigente

Con questo bell'intervento di Grazia Mannozzi e Gianni Penzo Doria continuiamo la riflessione sulla managerialità centrata sulle persone che ci ha visto tante volte impegnati, dagli interventi di Luca Attias alle mie considerazioni sui tornelli o sui vigili romani. In questo articolo, dove approcci scientifici si intrecciano a suggestioni artistiche e dove rimane sempre al centro la persona umana e le sue straordinarie potenzialità, ci sono ulteriori spunti, anche operativi, di grande interesse. Ve lo propongo certo che susciterà un interessante dibattito.
Carlo Mochi Sismondi

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La "carta della cittadinanza digitale" è in Senato

Mentre in aula si svolgono le votazioni per l'elezione del Capo dello Stato, le Commissioni parlamentari continuano a lavorare su riforme altrettanto importanti - anche se di minore interesse per i media tradizionali. E' il caso del disegno di legge delega "Madia" sulla riforma delle amministrazioni che, in base ad un emendamento del relatore, potrebbe rivelarsi un grande passo in avanti per quanto riguarda i diritti dei cittadini nel processo di digitalizzazione ed ammodernamento della PA. Il primo articolo diverrebbe di fatto una vera e propria "Carta della cittadinanza digitale".

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Essere vigili

E' più forte di me, appena vedo qualcuno buttato in pasto ad un giacobino giudizio popolare mi viene voglia di guardare dietro alla notizia, di essere attento, direi "vigile". Già vigili: brutta storia quella dei vigili l’ultimo dell’anno a Roma. Ma forse vale la pena di guardarla meglio prima di trasformarci tutti in saccenti censori che non vedono l’ora di trovare il colpevole. Forse così troveremo anche qualche cosa da imparare, che è sempre meglio che sparare nel mucchio. Non mi metto a fare le pulci ai numeri, anche se leggendo tutto quello che è stato scritto in queste due settimane non mi pare che ci sia chiarezza alcuna sulle cifre. Né mi interessa in questo momento ribadire nuovamente, e ovviamente, che chi ha dichiarato il falso o truccato le carte deve essere sanzionato. No, cerco invece di andare un po' dietro l’immagine che ci è stata raccontata e come prima cosa mi chiedo come è potuto succedere che una grande organizzazione, fatta di quasi 6.000 persone, come i vigili urbani di Roma, si sia potuta ridurre in questo stato miserevole e innegabile di malessere.

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L'Italia al contrario, come allontanare i ragazzi dall'informatica

Il tema delle competenze nella scuola, e di quelle tecnologiche in particolare, è uno degli argomenti ricorrenti nel nostro paese tanto da sfiorare la logica del tormentone: dalla politica delle famose tre i ai ricorrenti proclami dell’importanza di una scuola più moderna e tecnologica. Purtroppo i risultati non si vedono, rapporti ed indici internazionali non fanno che confermare la marginalità delle nostre politiche su questo tema e il ritardo operativo su tutti i fronti. Due casi personali che si inseriscono in questo contesto purtroppo noto.

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