Cerca: Saperi PA, open government

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Smart disclosure e "government as a platform"

La smart disclosure (rilascio intelligente) consiste nell’esportare verso il web in modalità machine-to-machine i nostri dati personali detenuti dalle varie PA e da altre entità (banche, associazioni di categoria). Mediante l’uso di tecnologie di autorizzazione digitale, l’esportazione si rivela sicura poiché ogni dato viene fornito solo previa autorizzazione digitale del proprietario stesso. La smart disclosure aprirebbe scenari assai innovativi, tra cui la fine del monopolio della PA sui servizi di eGovernment e la realizzazione del “government as a platform”.

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Open Data best practices: l'esperienza del Comune di Firenze

Emanuele Geri, responsabile degli Open Data del Comune di Firenze, in occasione della sua partecipazione al webinar organizzato da FORUM PA in collaborazione con Digital&Law Department dello Studio legale Lisi e l’Osservatorio Nazionale Smart City di ANCI [qui gli atti del webinar], illustra la buona esperienza dell’amministrazione fiorentina in materia di Open Data.

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Passi avanti per l'Italia in e-government ed e-Participation: United Nations e-Government Survey 2014

Dal 2003 le Nazioni Unite rilevano lE-government Development Index (EGDI) che misura, in una scala da 0 a 1, il livello di sviluppo di e-government di ogni paese in relazione allo sviluppo degli altri membri, componendo tre dimensioni: capitale umano, servizi online e infrastrutture. Da quanto emerge dall’indagine del 2014 E-Government for the Future We Want, l'Italia migliora in governo elettronico e parecchio in partecipazione.

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Amministrazione, i Comuni che costano di più

I costi di amministrazione rientrano in quelle spese che un Comune non può evitare di fare. Soldi da spendere per la gestione della Giunta, del Consiglio e del personale. Fra le grandi città, guidano Roma e Venezia, che spendono circa €700 pro capite all’anno.

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Il costo dell’indebitamento per i Comuni italiani, la classifica da openbilanci

Non solo le nostre città accumulano debiti, ma soprattutto su questi debiti accumulano oneri finanziari non da poco. Fra le grandi città, Bari è di gran lunga quella che ne paga di più le conseguenze. A seguire Palermo e Catania. 

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Debiti dei Comuni, il macigno del passato

I debiti dei Comuni sono un peso enorme per i Sindaci di tutta Italia. Sono pochissime le città che riescono a smaltire con successo i residui passivi del passato. Fra le grandi città Torino e Padova le più efficienti, Napoli e Bari le meno virtuose. 

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Comuni Stato-dipendenti, quelli che da soli non ce la fanno

Quanto i trasferimenti dallo Stato contribuiscono alle entrate totali di un Comune? Fra le grandi città, le siciliane sono le peggiori in Italia.  Messina, Palermo e Catania dipendono rispettivamente il 40%, 37% e 25% da soldi provenienti dallo Stato. 

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Collaborative mapping: se la mappa viene dal territorio…

In questi anni stiamo assistendo alla crescita di una nuova generazione di geografi, sono i mappers di OpenStreetMap: esperti GIS, informatici, ma anche ciclisti, blogger locali e semplici appassionati accomunati dal desiderio di collaborare alla più sorprendente mappa mundi di tutti i tempi. Il progetto raccoglie ogni giorno migliaia di contributi che permettono di dar vita a iniziative di empowerment della cittadinanza a progetti “umanitari” e anche prodotti commerciali. Maurizio Napolitano, tecnologo di FBK e ambasciatore della Open Knowledge Foundation (OKF), ci ha raccontato le peculiarità e potenzialità per i territori di questa mappa in fieri.

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Vivere nella società digitale? Accade già in e-Estonia

Il caso della società estone è senza dubbio una delle più sorprendenti storie di successo al mondo. Oggi l’Estonia è la prima Digital Nation del pianeta: il 100% delle scuole ha una connessione a banda larga, più di 3/4 della popolazione ha un computer a casa, reti 3G e 4G sono disponibili ovunque. Tallinn è una delle 10 città al mondo con il Wi-Fi gratuito più esteso. Un forte endorsement politico ha permesso di rivoluzionare in breve tempo l’assetto del paese, che oggi è diventato un punto di riferimento per le nazioni che tentano di intraprendere un percorso simile.

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Cosa c’è e cosa manca nel "Piano d’azione italiano per l’Open Government"

Il Governo Italiano, nell’ambito della sua adesione all’Open Government Partnership (OGP), ha recentemente elaborato con un processo partecipato, aperto anche ad alcune realtà della società civile, un piano di azione per l’Open Government che è attualmente posto all’attenzione dei cittadini e degli addetti ai lavori per una consultazione pubblica. Il piano, dopo una premessa di inquadramento, si articola in tre parti dedicate a partecipazione, trasparenza, integrità e accountability, innovazione tecnologica e in sei azioni specifiche. Leggendo il piano non si può che riconoscere che si tratta di sei azioni utili e importanti, allo stesso tempo la sensazione è che si poteva sfruttare questa occasione per un documento di insieme più vasto, più coraggioso e più inclusivo.

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