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Big, open, linked facciamo il punto sui dati. Il 23 e 24 ottobre a #sce2014

Big data e Linked Open data rappresentano novità importanti per produrre informazione utile alle decisioni. Quali sono gli strumenti che possono consentire di realizzare questo obiettivo?

Innanzitutto piattaforme federate che consentano l'accesso ai dati attraverso strumenti di data analytics generalizzati e facili da usare.

In secondo luogo la produzione di dati aperti e collegabili tramite ontologie che consentano l'integrazione tra dati in modalità machine to machine.

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€800 ogni anno, le tasse che ci chiedono i Comuni

Quanti soldi diamo al Comune ogni anno? Nel 2012, fra i grandi Comuni, Venezia e Roma erano le città con più tasse e imposte, con oltre €1.000 a cittadino. La media all’anno raggiunge €800 pro capite. Se vi siete mai chiesti quanti soldi all’anno sono spesi in tasse e imposte al Comune,openbilanci.it è lo strumento che fa per voi. Nella sezione dedicata alle classifiche, è possibile confrontare gli oltre 8000 Comuni italiani nelle varie voci di spese ed entrate.

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Open Data come servizio territoriale: lo scenario Smart Region

Con il diffondersi dell’idea di Open Data – che la cosa pubblica amministrazione metta a disposizione le informazioni che detiene – si va allargando pure l’ambito della sua applicazione. Diventano oggetto di accesso libero non soltanto i dati di una determinata amministrazione comunale, ma i dati di altri enti pubblici oppure dei comuni limitrofi. Ad esempio, Il Patto di Ventimiglia, che riunisce 54 comuni intorno alla città di Palermo con obiettivi di sviluppo condivisi, elenca l’Open Data e servizi Smart Cities tra gli obiettivi del Protocollo d’intesa recentemente firmato. C’è un problema però: chi deve gestire l’Open Data per conto di tutti questi Comuni? Ventimiglia di Sicilia, il Comune promotore dell’iniziativa, conta 2,223 abitanti; deve istallare una infrastruttura Smart City o aprire un portale Open Data tutto suo, così come gli altri 53?

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OpenSiope: un’opportunità che non può essere sprecata

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Openpolis un commento all'annuncio dell'apertura dei dati dei sistema SIOPE. La Ragioneria dello Stato ha stabilito che entro il 16 Giugno 2014 saranno liberamente accessibili online le informazioni della banca dati Siope. Ma con quali modalità? Ecco le proposte di Openpolis per una OpenSiope.

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Open data: nessuna rivoluzione senza community

L’appuntamento del prossimo 28 maggio a FORUM PA è l’occasione per presentare l'applicazione concreta del modello "Open data Engagement" proposto da FORUM PA. L'obiettivo è andare oltre la trasparenza iniziando a riconoscere nei dati pubblici uno strumento concreto per creare valore. Il portale open data che la Regione Lazio sta progettando, infatti, punta a rendere operativo il modello. Insieme a due protagonisti Vittorio Alvino e Francesco Loriga ci immergiamo nel tema e scopriamo tutto quello che “open data” dovrebbe essere e, invece troppo spesso, non è. 

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Open Data: obiettivo cancellare la "macchia di leopardo"

Per far crescere e maturare capillarmente la cultura Open Data su un territorio è necessario mettere in campo iniziative che, operando a diversi livelli di profondità, valorizzino le eccellenze, permettano un confronto proficuo tra iniziative differenti e colmino il divario tra le realtà più avanzate e quelle più arretrate. Il ruolo delle Regioni in questo processo è fondamentale e deve essere portato avanti lavorando in stretta sinergia sia col livello territoriale che con quello nazionale. La Regione Lombardia si candida ad essere un ottimo modello di questo processo di concertazione multilivello. Cogliamo l’occasione del recente documento sugli standard regionali per l’Open Data, per approfondirlo.

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Dall’Open Data al “data as a service”. Il progetto Homer

Nella catena del valore dovremmo passare dai “Dati pubblici liberi” ai “Dati pubblici utilizzati”. Purtroppo non sempre succede, anzi molto spesso, ci si ferma al solo valore della trasparenza desumibile dalla esposizione dei Dati pubblici sul web che, fra l’altro, dovrebbe avvenire per legge, ma così non è.

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Se dici Open Data dici Open Census

In un immaginario (abbastanza) collettivo, quando dici dati dici Istat e quando dici Istat dici Censimenti. “Il Censimento è una roba che se non ci fosse bisognerebbe inventarla”, diceva Andrea Nelson Mauro, data journalist e attivista dell’open data italiano, introducendo il Data Lab #Censimenti - Open Census, promosso da Istat lo scorso ottobre a Smart City Exhibition 2013. Alle soglie dell’Open Data Day 2014 che arriva a margine dell’ultima tornata censuaria (Popolazione, Agricoltura, Industria e servizi e Non Profit)  ci addentriamo in questa relazione dalla natura fortemente complementare: la community open data da un lato, l’Istituto nazionale di statistica dall’altro.

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Open Data in Italia, cosa è cambiato in un anno? Facciamo il punto con Spaghetti Open Data

Nel 2013 tante sono state le novità in materia di open data. Abbiamo intervistato, in rappresentanza di Spaghetti Open Data, Paolo Mainardi e Luca Corsato per capire lo stato dell’arte sul tema in Italia e farci dare qualche anticipazione sul prossimo raduno a Bologna i prossimi 28-29 e 30 marzo. NB la registrazione al raduno è aperta a tutti!

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La partecipazione, nella democrazia rappresentativa, rimane un dilemma irrisolto

Il tema della partecipazione pone un importante dilemma quando si parla di democrazia rappresentativa. Le iniziative più inclusive, infatti, sono quelle che si collocano fuori dal sistema politico tradizionale, nel quale, invece, i partecipanti non rispecchiano le caratteristiche socio-demografiche della popolazione. I cittadini più privilegiati sono più rappresentati nel sistema politico, mentre le iniziative non tradizionali vedono una forte partecipazione più allargata. Pubblichiamo un articolo di Tiago Peixoto in cui un confronto tra la presenza dei cittadini alle elezioni politiche newyorkesi del 2009 e al Bilancio Partecipativo (sempre di New York) del 2012, induce a riflettere sul valore e sul peso della partecipazione.

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