Cerca: Intervento, programmazione strategica

Risultati 1 - 10 di 11

Risultati

Dal governo alla governance: la programmazione strategica come strumento di sostenibilità.

La programmazione strategica è uno degli strumenti che può agevolare il cambiamento culturale a favore di una mobilità sostenibile. In questo contesto la PA è chiamata a realizzare una vera e propria governance: una attività che sappia integrare i diversi soggetti chiamati in causa e le politiche che questi stessi soggetti sono in grado di esprimere in termini di feed-back al legislatore. Nella sua riflessione, Francesco Migliaccio, Esperto Programmazione Strategica del Formez, pone l’accento sull’aspetto legislativo della programmazione strategica

Servizi pubblici e sostenibilità

Il settore dei servizi pubblici è fortemente investito dalle politiche europee di sostenibilità. Le politiche di sostenibilità si caratterizzano per il fatto di essere delle politiche integrate e quindi trasversali alle diverse amministrazioni dei servizi pubblici. Uno dei principali problemi rilevati è l’incapacità delle amministrazioni di realizzare un’azione programmatica e integrata volta ad assicurare, nei servizi offerti, il valore di sostenibilità che, spesso, anziché essere considerato come valore centrale, viene considerato un aspetto marginale della produzione di impresa.Leggi tutto

La programmazione strategica nella PA: dall’introduzione alla non implementazione

Franco Archibugi ripercorre le tappe della programmazione strategica nella PA, a partire dagli anni 90, passando attraverso la Direttiva del 2002. La valutazione di Archibugi è che la programmazione strategica non è stata sostanzialmente integrata nelle singole amministrazioni, in una più generale confusione tra programmazione strategica e programma politico. E’ mancata l’applicazione dell’elemento chiave della programmazione strategica, ovvero la valutazione con i suoi vincoli e i suoi dati.

Leggi tutto

Programmazione strategica: definire ragioni e strumenti

Nell’introdurre l’incontro, Antonio Saturnino sottolinea da un lato il fortissimo bisogno di formazione nella PA per portare a termine il processo di riforma, dall’altro la necessità di una svolta sul tema stesso della programmazione strategica. Saturnino invita a concordare sull’assunto di partenza: può la programmazione strategica essere considerata strumento essenziale per un riforma compiuta della PA? D’accordo su questo punto, si procederà al confronto sui modi e gli strumenti.

Entrare nel metodo della programmazione strategica

Portando alla discussione sulla riforma della PA il contributo del sindacato, Pietro Merlini Brandini pone l’attenzione su 2 questioni: l’influenza politica sulla gestione del personale e la difficoltà per il sindacato di identificare l’interlocutore all’interno della PA. Sebbene la Riforma Bassanini appaia sostanzialmente razionale e capace di individuare i problemi non si arriva alla definizione del come fare le cose.

Leggi tutto

Il governo dell'ente locale tra efficienza e trasparenza: l'esperienza della Provincia di Belluno

Programmazione, strategia, partecipazione e rendicontazione sono le colonne portanti dell’architettura messa in piedi dalla Provincia di Belluno. Nel giro di un triennio sono stati avviati e messi a regime strumenti che presidiano tutto il ciclo governato dalla Pa, dalla definizione delle politiche alla definizione della programmazione e delle strategie di sviluppo sociale ed economico del territorio, fino alla partecipazione e al processo di rendicontazione.Leggi tutto

“Valorizzazione dei beni culturali: intervento pubblico e contributi privati”

Presentando il punto di vista delle aziende, Patrizia Asproni sostiene l’opportunità di dare spazio ai privati nella gestione museale. Riconosce nella formula del controllo statale e della gestione delegata ai privati una strategia potenzialmente vincente. La presenza forte del pubblico nella gestione rallenta il raggiungimento di risultati a causa del peso dei partiti politici, della burocrazia e di un modello di gestione inefficiente a cui si somma una storica incapacità a leggere i dati legati ai beni culturali in chiave economica.Leggi tutto

Risorse comunitarie e risorse nazionali per la valorizzazione del sistema dei beni culturali (2007-2013)

Nel suo intervento Maurizio Palma individua come prioritaria la necessità di creare condizioni di crescita e strutture per la gestione, la programmazione e implementazione di interventi nel settore dei beni culturali definiti attraverso diverse fonti finanziarie. Propone un approccio che, tenendo conto della pluralità di fondi, porti al coordinamento delle risorse e faccia propri due principi: l’intesa tra PA centrale e locale l’attribuzione di rilevanza finanziaria seguendo il Quadro Strategico Nazionale.Leggi tutto

I cardini dei processi di valutazione e l’esperienza dell’ISTAT

Dopo un’introduzione sul complesso contesto in cui si inserisce la valutazione nella Pubblica Amministrazione il Presidente Biggeri articola l’esposizione dei tre cardini intorno ai quali essa deve ruotare: la pianificazione strategica, la diversificazione degli interventi e la trasparenza seguita come corollario dalla retroazione. Prima di esporre la sua personale esperienza nell’introdurre meccanismi valutativi nell’ISTAT Biggeri sottolinea come il vero problema politico sia quello di legare ai risultati della valutazione le scelte sulla ripartizione dei fondi.

Le problematiche dell’inurbamento al di fuori dei tradizionali perimetri cittadini

Carlo Donolo analizza la situazione delle nuove aree vaste urbanizzate che inducono gli abitanti a considerarsi facenti parte di qualche cosa che ha a che vedere con la città ma che non li pongono nelle condizioni di poter usufruire dei vantaggi che la città tradizionalmente garantiva. Le contraddittorie politiche di pianificazione strategica, che nell’insieme Donolo giudica positivamente, registrano a suo avviso uno scarto tra i desiderata e i problemi espressi dalla popolazione.Leggi tutto