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Un pratico strumento per capire e conoscere gli ultimi 10 anni della pa digitale

Alla sua nascita, nel marzo del 2005, il Codice dell’Amministrazione digitale fu salutato da alcuni come una svolta storica nella nostra amministrazione, da altri come un libro di sogni e di principi vaghi che nulla aveva a che fare con la realtà. L’allora Ministro Lucio Stanca annunciava risparmi di 10 miliardi l’anno, Franco Bassanini lamentava che si trattasse di un insieme di utopie e promesse prive di concretezza.

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Bioparco di Roma

Nome applicazione - Bioparco di Roma

Amministrazione proponente - Fondazione Bioparco di Roma

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IO.SONO Confindustria Avellino

Nome applicazione - IO.SONO Confindustria

Amministrazione proponente - Confindustria Avellino

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Fondi europei: l’Italia raggiunge il 56% della spesa certificata

La spesa certificata alla Commissione europea il 31 maggio dall’Italia in attuazione dei programmi finanziati dai fondi comunitari ha raggiunto il 56% della dotazione totale, con un miglioramento rispetto alla rilevazione al 31 dicembre, anche se ancora lievemente al di sotto dell'obiettivo fissato (-0,6 punti rispetto al target nazionale).

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Tra comunità di comunità e nuova legge sul finanziamento, "Bye Bye Partito"?

Le comunità sono gli “acceleratori di fatto” della transizione verso nuovi modelli - che a detta di molti viviamo - e perciò al centro di programmi e dibattiti sullo sviluppo, dal livello iperlocale a quello transnazionale. La domanda ora è: esiste una nuova questione di rappresentanza politica? Il tema si incrocia (speriamo virtuosamente) con la nuova legge sul finanziamento pubblico ai partiti, per cui, se tutto va come deve, dal 2017 spariranno i rimborsi elettorali. Sarà arrivato il momento per i partiti di cambiare o morire?

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Codice della PA DIGITALE - Commento al D.Lgs. 82/2005 dopo le modifiche apportate

copertina commentarioRidurre la digitalizzazione della pa ad una questione giuridica è un pericolo concreto dal quale occorre guardarsi, ma è altrettanto vero che sperare che il sogno di una PA senza carta  si possa attuare senza la certezza del diritto è quanto minimo ingenuo.

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La mobilità non piace ai dipendenti pubblici. La ricerca FPA alle soglie della Riforma

La mobilità volontaria dei dipendenti pubblici italiani è praticamente inesistente: il 99,4% dei dipendenti pubblici non ha mai cambiato "posto di lavoro". Solo sei lavoratori su mille si sono spostati da una amministrazione a un’altra dello stesso comparto, mentre sono addirittura solo otto su diecimila gli impiegati che hanno cambiato comparto. Non a caso, dunque, nella Riforma Renzi/Madia la norma che ha fatto più discutere è quella sulla mobilità. FORUM PA rende disponibile la Ricerca "Pubblico impiego: una rivoluzione necessaria", gratuitamente scaricabile in versione integrale.

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Pubblico impiego: una rivoluzione necessaria

La mobilità volontaria dei dipendenti pubblici italiani è praticamente inesistente: il 99,4% dei dipendenti pubblici non ha mai cambiato “posto di lavoro”. Solo sei lavoratori su mille si sono spostati da una amministarzione a un’altra dello stesso comparto, mentre sono addirittura solo otto su diecimila gli impiegati che hanno cambiato comparto. Non a caso, dunque, nella Riforma Renzi - Madia - di cui aspettiamo i primi testi ufficiali - la norma che fa più discutere è quella sulla mobilità. FORUM PA rende disponibile la Ricerca “Pubblico impiego: una rivoluzione necessaria”, gratuitamente scaricabile in versione integrale.

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Concorsone RIPAM Puglia: oltre 90 ore di diretta streaming con 115mila spettatori

Boom di spettatori alla diretta streaming, che ha trasmesso tutte le fasi concorsuali delle prove preselettive, dall’estrazione dei test alla correzione degli elaborati. In oltre 90 ore di diretta gli spettatori sono stati 115mila, con un picco di 1.130 utenti contemporanei alle ore 19.30 del 20 giugno, quando era in corso la pubblicazione degli ammessi alle prove scritte per il profilo AG8.

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Dal frigo alla pattumiera: un percorso a senso unico?

Un’ennesima contraddizione del vivere grandi città è quella legata al cibo. Se da un lato il consumismo ci invita a gettare cibi commestibili dall’altro cresce la fame, ma paradossalmente proprio in quelle regioni del pianeta dove lo stile di vita usa e getta è più diffuso. Negli Stati Uniti si getta in media il 40% degli alimenti venduti. In Italia lo “spreco” costa circa 8,7 miliardi e un piano nazionale punta a ridurre del 50% questa cifra nei prossimi 10 anni. La crisi e la crescente attenzione degli italiani agli sprechi hanno creato un terreno più che adatto ad accogliere politiche ad hoc in materia, anche perché l’intelligenza di un contesto urbano si misura anche e soprattutto dalla propria sostenibilità.

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